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“Dammi il biglietto che lo rivendo”. Parcheggiatori abusivi all’attacco

strisce blu
12 gen 2015 - 11:25

CATANIA – “Signora, dato che sta andando via, lo dia a me quel biglietto”. A dirlo con tono perentorio, sabato sera, è stato un parcheggiatore abusivo che “lavora” in una zona del centro storico.

Sapete, dunque, qual è l’ultima trovata dei posteggiatori? In sostanza approfittando della tariffa fissa, tu acquisti il biglietto che è valido dalle 21 alle 3 e se vai via prima che termina questa fascia oraria, il parcheggiatore di turno te lo chiede per rivenderlo al cliente successivo.

Quanto vi raccontiamo, è accaduto a due studentesse universitarie catanesi.

“Stavamo rientrando dal teatro, eravamo io e la mia amica da sole in piazza Duca di Genova. Lì la sera non ci sono controlli - racconta Claudia - Non neghiamo di esserci spaventate”. E aggiunge “Il parcheggiatore ci ha avvicinate chiedendoci con insistenza il biglietto e noi stupidamente abbiamo accettato. In quel momento lui non era solo e aveva un’aria minacciosa, abbiamo assecondato la sua richiesta per paura. Col senno del poi sappiamo di aver sbagliato”.

Sarebbe, dunque, questa la nuova abitudine di alcuni abusivi catanesi che, messi in ginocchio dalla scelta dell’amministrazione comunale di attivare le strisce blu anche di notte, hanno pensato ad una nuova escamotage che non comprende solo la rivendita del biglietto già usato ma anche la manomissione delle colonnine sostare per ostacolare l’acquisto del tagliando. In soldoni per evitare la multa, il cliente che non riesce a comprare il biglietto si trova costretto a rivolgersi a loro che hanno quello dell’avventore precedente.   

“Non è ammissibile che per eliminare il fenomeno dell’abusivismo il comune decida di tassare il cittadino - aggiunge l’amica di Claudia - In cambio allora ci vorrebbe maggiore controllo”.

 

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Vittoria Marletta



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4 pensieri su ““Dammi il biglietto che lo rivendo”. Parcheggiatori abusivi all’attacco

  1. Sergio Bonfiglio

    Ancora nessuno è riuscito a darmi una risposta ad una semplice domanda.
    Perché esiste la SoStare?
    Per come appare all’esterno è un ente che prende soldi senza offrire un servizio ai cittadini.
    Qual è il senso?

  2. santo

    Giochiamo a ladri e ladroni. Con la scusa dei posteggiatori abusivi il comune ci frega 2 euro , cifra pari al doppio del compenso che eventualmente daremmo al posteggiatore abusivo , se il posteggiatore chiede il biglietto per rivenderlo il comune si secca perche’ cosi non puo’ rivendere il posto 2 volte ;)

  3. F.D.C.

    Premesso che ho avuto la medesima esperienza con la mia ragazza un paio di settimane fa, ritengo personalmente opportuno sfatare la grande ed inesistente differenza che vi è fra Sostare ed i parcheggiatori abusivi. Laddove i parcheggiatori facciano parte della criminalità organizzata “Old-School”, Sostare è solamente la nuova versione ” Legalizzata per la tangente”. Parlo per esperienza vissuta in Nord Italia ( Precisamente prendo ad esempio Rimini, Bologna, Urbino, Senigallia, Ancona, Pesaro) ove non esistono queste società “Para-municipali” che “sbrigano” i problemi della Polizia Municipale.

  4. Eleonora Pecoraro

    Il fenomeno è molto presente da anni. Personalmente mi è capitato spesso. L’amministrazione fa poco e niente contro questo fenomeno che raggiunge quasi la dimensione di un’estorsione. In teoria bisognerebbe rifiutarsi di pagare l’obolo e magari avvertire le forze dell’ordine. Ma quanti di noi vorrebbero correre il rischio di ritrovare l’auto danneggiata per non aver dato un paio d’euro al parcheggiatore?

    A volte fanno tenerezza…alla domanda ad un bambino con gravi difficoltà familiari e di contesti disagiati : che lavoro fa tuo padre? la risposta fa tenerezza: il parcheggiatore.

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