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Dalle scarpe “d’alta moda” alla tecnologia: quelle file già viste e l’”occasione da non perdere”

Corso Italia fila folla scarpe
24 nov 2016 - 06:42

CATANIA – Un vero e proprio déjà-vu ieri a Catania, nella zona di Corso Italia.

Come tutti avranno letto/visto, Corso Italia era pieno di giovani che non stavano più nella pelle per poter acquistare il nuovo modello di scarpe Adidas, in edizione limitata, del rapper e stilista americano Kaney West, marito di Kim Kardashian: le Yeezy Boost 350 V2.

Una folla paragonabile a quella dei centri Apple quando viene lanciato un nuovo iPhone o quando alcuni videogames sono finalmente sulla piazza.

Le scarpe hanno un costo di 220 euro e non è detto che chi acquista il nuovo modello riesca ad indossarle, poiché la disponibilità delle misure non è infinita. E a Catania, così come in tutta Italia, alcuni ragazzi le hanno acquistate comunque per tenerle come “ricordo” o magari per rivenderle ad un prezzo superiore.

Un episodio che ci ricorda il 31 luglio 2013, quando l’iPhone 5 arrivò a Catania pronto per tutti i curiosi e gli amanti del telefono con la mela. Dalle 6,45 alle 8 si misero in fila più di 400 persone. Così anche per l’iPhone 6 e 6s, un po’ meno per il 7.

Quasi tutti hanno criticato e sono rimasti stupiti dal comportamento assunto dai giovani e dai genitori che hanno permesso ai loro figli di comprare un paio di scarpe di questo tipo: per carità, un “lusso” qualche volta dev’essere concesso ma anche molti nostri lettori sono insorti. “Ma dov’è la crisi qui? Che vergogna”, “Pecoroni!”, “alla faccia della crisi” sono soltanto alcuni dei tantissimi commenti che ci sono giunti al momento del lancio di una notizia a cui nemmeno noi riusciamo a dare una fisionomia ben delineata.

Perché si è creato questo? Sembra essere una sorta di competizione, “io devo averle, per forza“, un po’ d’invidia e la triste legge di non essere mai contenti abbastanza.

Una brutta consapevolezza, quella di puntare sempre ad un oggetto materiale costoso che ci faccia apparire migliore degli altri dividendo sempre più il popolo: qualcuno parla anche di “offesa” a chi realmente non può permettersi nulla, ma che, nonostante, ciò fa quel che riesce per un dignitoso quieto vivere. Forse anche un po’ di pretese e vizi.

Parlando con chi le ha comprate davvero queste scarpe, ecco quello che abbiamo scoperto: “era un’occasione da non perdere”, “sono molto belle, sarebbe stato un peccato non prenderle“. Abbiamo sentito anche “è stato un regalo da parte dei miei genitori”, oppure qualche commento più critico: “un inferno per comprarle, gente che spingeva, dopo un paio d’ore di fila alcuni iniziano a perdere la pazienza“.

Perché, in fondo, sono cose che succedono: litigi, scontri e divergenze specie se chi è arrivato dopo non è riuscito ad acquistare le scarpe della misura adatta poiché già finita. Ma leggiamo anche qualche commento di ragazzi e ragazze che parlano di esclusiva e per tanto “la fila ci stava tutta, sono introvabili”.

C’è chi vuole e può facilmente, chi vuole ma non può, poi c’è chi deve per restare al passo con la moda.

Gabriele Paratore



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