Immigrazione

Schiave dei riti voodoo, il traffico di prostitute dalla Nigeria all’Italia: 15 arresti

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24 ott 2016 - 07:34

CATANIA – Adocchiavano delle giovani ragazze in Nigeria e le trasportavano in Sicilia per “rivenderle al migliore offerente”: per questo 15 persone sono state arrestate.

La Polizia di Stato ha scoperto il traffico di persone grazie all’operazione “Skin Trade”.

In sostanza gli imputati, tra cui ben 13 donne, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone ai danni di giovanissime donne di nazionalità nigeriana, del delitto di tratta di esseri umani, con l’aggravante della transnazionalità, per aver reclutato, introdotto, trasportato e ospitato nel territorio dello Stato giovani donne nigeriane al fine di costringerle ad esercitare la prostituzione e del reato di sfruttamento della prostituzione.

In particolare la Squadra Mobile di Catania, in collaborazione con le Squadre Mobili di Napoli, Caserta, Padova e Palermo, ha arrestato 11 dei 15 imputati tra cui Tina Nosakhare, 28 anni, FabyOsagie Idehen, 23 anni, Cynthia Samuel, 34 anni, ChineyereMarvelous Uyor, 27 anni, Gift Akoro, 28 anni, Toyin Lokiki, 31 anni, Faith Otasowie, 30 anni, Beauty Aidiagbonya, 36 anni, David Ewere Omofomwan, 37 anni, Albert Agyapong, 30 anni, Irene Ebhodaghe, 44 anni.

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Al momento sono stati arrestati solo 11 dei 15 imputati, tra Catania, Napoli e Padova, mentre per gli altri quattro la Procura ha già emesso un mandato di arresto reato di associazione a delinquere finalizzata alla tratta di persone ai danni di giovani donne di nazionalità nigeriana, e del reato di tratta di persone con l’aggravante della transnazionalità per avere reclutato, introdotto, trasportato e ospitato nel territorio dello stato giovani donne nigeriane al fine di costringerle ad esercitare la prostituzione e del reato di sfruttamento della prostituzione. 

Le vittime, tra cui vi erano anche minorenni, venivano “acquistate” dalle madame presenti in Italia mentre si trovavano ancora in Libia e venivano sottoposte a dei riti voodoo che le avrebbero indotte a sottomettersi al volere delle madame.

All’arrivo in Italia, le vittime iniziavano un tirocinio con la propria madame che impartiva loro le direttive necessarie per un proficuo esercizio delle prostituzione: venivano, pertanto, indottrinate quanto ad abiti ed accessori da indossare per rendersi più “appetibili” ai potenziali clienti, quanto a cifre da richiedere e a prestazioni da eseguire, ricevendo l’assegnazione di una postazione di lavoro su strada. 

Le operazioni della Squadra Mobile della polizia di Stato hanno avuto inizio nel luglio del 2013 dopo una denuncia effettuata da una prostituta nigeriana che era stata più volte vittima di aggressioni.

Redazione NewSicilia



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