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Cyberbullismo: quando la colpa è anche dei genitori

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4 ott 2016 - 06:34

CATANIA - Il cyberbullismo è una delle tematiche più attuali del momento e soprattutto coinvolge giorno dopo giorno tantissimi ragazzi e ragazze, a volte con epiloghi tragici.

Ci riferiamo a Tiziana Cantone, ragazza che si è suicidata a causa di uno scherzo di pessimo gusto da parte dell’ex fidanzato di diffondere alcuni video hard girati con gli amici. Per la profonda vergogna e paura di essere giudicata negativamente, si è tolta la vita a soli 31 anni. E se vogliamo, anche il caso di Diletta Leotta non è certo passato inosservato ed è della stessa tipologia: foto e video hard diffusi in rete.

Il 20 settembre scorso, la Camera ha approvato una legge contro il cyberbullismo ed il bullismo in generale: si prevede, infatti, che “il gestore di un sito” (di un social media, di un servizio di messaggistica istantanea o di ogni rete di comunicazione elettronica, quindi chi operativamente ospita i contenuti e non direttamente chi li produce), elimini su richiesta di un reclamante contenuti che possano provocare “ansia anche quando non sia accertato un reato di stalking, ingiuria o diffamazione.

Quello di Tiziana Cantone non è il solo caso. Abbiamo contattato l’Associazione Antimafia “Alfredo Agosta” che si occupa, grazie anche all’intervento dell’avv. Malgioglio, pure di questa tematica. Ad aprire le danze in merito è stato però Giuseppe Agosta, che ha così risposto: “Abbiamo approfondito questo tema in Procura e nelle scuole. La legge approvata dalla Camera e dal Senato è stata da noi applaudita, poiché ne siamo stati anche i promotori”.

A prendere la parola, successivamente, è stata l’avvocato Malgioglio che ci ha anche parlato in generale di alcune segnalazioni giunte all’associazione: “Il Cyberbullismo è un tipo di bullismo ancor più grave di quello generico ed è conseguenza anche del fatto che internet viene interpretato ed inteso come un elemento negativo che serve a violare la privacy altrui. In generale, abbiamo avuto diverse segnalazioni per violenze psicologiche, ricatti e anche per video girati dai compagni, intenti ad intimidire la vittima. Devo dire che è un fenomeno che è presente sia al femminile sia al maschile, specie i ragazzi vengono derisi per malattie e difetti fisici”.

“L’elemento tipico del bullismo - ha evidenziato l’avvocato - è la forza: i ‘bulli’ si fanno dare dei soldi, nei casi in cui ci sono coinvolti dei bambini anche delle merendine. Le nuove generazioni, però, non incontrano dei genitori coscienziosi che cercano di fermare l’atteggiamento del proprio figlio o della propria figlia. Anzi, minimizzano la gravità del fatto compiuto. Questo è un altro conto, gravissimo non riprendere i figli per le azioni compiute. Tra l’altro, ci sono dei casi in cui le professoresse o le maestre si accorgono di tali violenze e cercano di far capire ai genitori di spiegare al bambino/ragazzo che quelli non sono degli atteggiamenti corretti, ma i tutori si scagliano contro i professori. Un’altra conseguenza è anche dovuta alla voglia dei genitori di avere dei figli perfetti che fanno sport e che prendono voti altissimi a scuola”. 

Gabriele Paratore



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