Appello

Crollo A 19, Assotir: “Trasportare in Sicilia? Una c…Himera”!

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15 apr 2015 - 17:35

CATANIA - ASSOTIR chiede a Delrio un’immediata iniziativa per superare l’emergenza infrastrutturale e alleviare gli extracosti dei trasportatori.

La chiusura al traffico dell’autostrada Palermo-Catania, a seguito del cedimento del pilone del viadotto Himera, tra gli svincoli di Scillato e Tremonzelli in direzione del capoluogo etneo rappresenta un colpo durissimo per l’economia siciliana e per l’autotrasporto che, piaccia o meno, costituisce a tutt’oggi, l’unico sistema efficiente per la circolazione delle merci nell’Isola e tra l’isola ed il continente”. È risoluto il presidente regionale di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, Salvatore Sciagura, nel denunciare le conseguenze che l’ennesima vicenda di malgoverno delle infrastrutture e del territorio isolano stanno determinando.

Già nelle scorse settimane i trasportatori siciliani diretti al nord, che non possono più fare affidamento, a seguito delle decisioni comunitarie, sull’ecobonus per l’imbarco agevolato dei propri veicoli sulle autostrade del mare, hanno dovuto fare i conti con la chiusura di un tratto della Salerno-Reggio Calabria che ha complicato e complica ancora non poco i trasferimenti delle primizie e dell’ortofrutta siciliana verso i mercati del nord Italia e dell’Europa continentale”.

Oggi a questa difficoltà – ed alle altre vicissitudini di cui sono piene le cronache delle ultime settimane, ad iniziare dal crollo, a gennaio, del viadotto Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento a nemmeno una settimana dalla sua inaugurazione -hanno avuto di certo un peso non indifferente nella “decisione concordata” tra il presidente dell’ANAS ed il ministro Delrio che ha portato Pietro Ciucci a dare le dimissioni dalle cariche di presidente e amministratore delegato dell’ANAS, l’Azienda Nazionale che ha la responsabilità di sovrintendere alla costruzione ed alla manutenzione della rete stradale ed autostradale italiana. Ma se con le dimissioni di Ciucci si può soddisfare l’esigenza di un rinnovamento della governance di un fondamentale ganglio dell’economia nazionale, ciò non può certo bastare a chi, quotidianamente, si trova a fare i conti con le difficoltà causate dalla insipienza o dalla inettitudine con cui sono stati affrontati, in questi anni, i problemi della rete infrastrutturale nazionale e di quella siciliana, in particolare.

Ha ceduto il viadotto Himera; è in frana la provinciale che avrebbe potuto rappresentare un parziale surrogato dell’autostrada; ma sono a rischio, e da anni, numerosi altri tratti della rete stradale siciliana, ad iniziare dalla tratta della stessa autostrada Palermo-Catania, in corrispondenza di Resuttano. Quella che è in discussione – continua il presidente Sciaguraè una politica che ha dissestato il territorio e dilapidato risorse ingentissime, tanto nazionali che europee, lasciando la Sicilia ed il Mezzogiorno d’Italia in una situazione vergognosa”.

Giuseppe Bulla, presidente nazionale di TRANSFRIGOROUTE ITALIA, tira le fila del ragionamento che mira a collegare l’emergenza siciliana alla più generale esigenza di intervenire sui ritardi e sulle carenze infrastrutturali che frenano la ripresa economica nazionale: “C’è bisogno che il nuovo ministro Delrio, di cui abbiamo apprezzato la volontà di rinnovare l’approccio alla individuazione ed alla realizzazione delle infrastrutture necessarie al Paese, dimostri rapidamente, con i fatti, che si intende voltare pagina anche per quel che riguarda la rete viaria ed autostradale del mezzogiorno d’Italia”.

Si chiede pertanto, come hanno già fatto altri esponenti del mondo associativo dell’autotrasportodice ancora Bullache il ministro convochi, al più presto un tavolo sulla emergenza Sicilia e che in quella sede si individuino le misure più idonee per avviare celermente i lavori di sistemazione dei tratti in frana e dei viadotti ammalorati, partendo dalla necessità di predisporre una soluzione provvisoria che eviti il pazzesco giro dell’oca cui oggi sono costretti i trasportatori e tutti i viaggiatori che da Palermo siano diretti a Catania. E se a ciò derivassero ostacoli ed impacci da una malintesa riaffermazione della autonomia regionale siciliana, sarà bene che essi siano rapidamente e definitivamente superati, proprio nello spirito di quel recupero di dimensione nazionale della questione delle infrastrutture viarie fondamentali, che consenta ai trasportatori siciliani, che hanno ormai l’Europa quale proprio mercato di riferimento, di non dover pagare gabelle salate per i ritardi e le inefficienze delle scelte politiche e delle azioni amministrative dei governi regionali”.

Inoltre - sostiene ancora Giuseppe Bullaoccorre che vengano individuate idonee misure per far fronte agli extracosti cui oggi sono soggette, per l’allungamento delle percorrenze sia in termini chilometrici che del rispetto dei tempi di guida e di riposo, le imprese di autotrasporto siciliane. Tra essi non può essere esclusa una iniziativa nei confronti della UE che porti a verificare se, in relazione all’emergenza, sia possibile riattivare, almeno in parte, le misure volte a deviare sul mare i traffici terrestri, tanto più ove si consideri la contemporanea chiusura dell’A3 Salerno-Reggio Calabria all’altezza del Cosentino”.

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Redazione NewSicilia



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