Ambiente

Corrao continua la “guerra” alle trivellazioni nel Mediterraneo

L'eurodeputato Ignazio Corrao
L'eurodeputato Ignazio Corrao
19 feb 2015 - 16:02

MESSINA – “La possibilità che l’Italia venga pesantemente sanzionata nel caso in cui, a causa dello sblocca Italia, consenta la ricerca di idrocarburi con trivellazioni sia nell’entroterra sia in mare, lungo le coste, aggirando le norme in materia di protezione ambientale, è davvero concreta“.

Ad annunciarlo è l’eurodeputato siciliano (M5S) Ignazio Corrao, nel corso della giornata della presentazione del “Punto Zero” a Milazzo, che si occupa di rilevare la qualità di aria, acqua e latte materno nelle zone ad alto rischio ambientale.

L’intenzione di Corrao è quella di portare il caso sulle trivellazioni in Sicilia e Basilicata alla ribalta nazionale con una serie di incontri per la “Settimana Verde”.

Abbiamo presentato una integrazione alla denuncia dello scorso novembre ed una ulteriore interrogazione alla Commissione Europea la quale – ha dichiarato Corrao – durante gli scambi finora intercorsi, ha usato come principale argomentazione il fatto che il termine per la trasposizione della direttiva 2013/30/UE non sia ancora scaduto e che non vi sia motivo per escludere che l’Italia rispetterà la nuova normativa europea. Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per difendere il futuro del Mar Mediterraneo dal rischio delle conseguenze devastanti e irreversibili per l’ambiente e le economie costiere“.

Non è la prima volta che il Movimento 5 stelle si esprime sulla “questione trivellazioni”. A livello regionale, i grillini avevano già proposto un referendum abrogativo, promosso dal presidente della commissione ambiente all’Ars Giampiero Trizzino; mentre attraverso la deputata siciliana Claudia Mannino e, appunto, l’eurodeputato Ignazio Corrao, la questione è stata portata a livello nazionale ed europeo.

Il testo finale della nuova normativa è colmo di potenziali violazioni delle direttive europee – aggiungono Ignazio Corrao e Giampiero Trizzino – dall’esclusione degli enti locali e dei cittadini dalle varie fasi del procedimento amministrativo alla mancata valutazione ambientale strategica per il piano che individua le aree strategiche su cui vale il regime semplificato; dal mancato riferimento agli ambienti marini e costieri sensibili alla centralizzazione di tutte le funzioni in capo al Ministero dello Sviluppo Economico. Pericolosissimo, infine, il rilascio di un titolo concessorio unico per le fasi di ricerca e sfruttamento dei giacimenti, rilasciato a seguito di una valutazione ambientale preliminare le cui modalità non risultano affatto chiare. Su questi e altri punti attendiamo fiduciosi gli approfondimenti della Commissione Europea“.

E fiduciosi, più o meno, sono anche i milioni di cittadini siciliani che vedono un’Italia capace solo di sfruttare le risorse dell’isola, non ripagando il contributo dato da un territorio sempre più violentato.

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Giuseppe Correnti



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