Protesta

“Le cooperative sociali abbandonate dallo Stato”, la denuncia di Confcooperative e Legacoop

Da sinistra: Angela Peruca, Pietro Pino, Gaetano Mancini e Giusi Palermo
Da sinistra: Angela Peruca, Pietro Pino, Gaetano Mancini e Giusi Palermo
21 dic 2015 - 12:38

CATANIA - Una forte denuncia per chiedere l’attenzione delle istituzioni nei confronti del settore sociale e delle cooperative che vi operano. Quest’oggi nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Catania dai rappresentanti di Confcooperative Sicilia e Legacoop Sicilia sono emerse le criticità di un settore messo in ginocchio dai ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici e nella rendicontazione.

Si tratta di un settore che soltanto in Sicilia copre i bisogni di almeno 2630 disabili mentali, 3600 minori nativi, 4300 minori stranieri non accompagnati e 2500 anziani in case di riposo e comunità alloggio per un totale di 20mila lavoratori e oltre 1000 cooperative aderenti alle sigle associative.

In primis Confcooperative e di Legacoop chiedono un intervento alla Regione Siciliana per garantire gli stipendi e l’assistenza alle categorie svantaggiate e una delle richieste è l’imposizione ai Comuni di accettare le fatture emesse per i servizi resi.

“C’è un mondo con numeri importanti – ha spiegato il presidente di Confocooperative Gaetano Mancini – rispetto ai quali stiamo assistendo a una totale e assoluto disinteresse da parte delle istituzioni a tutti i livelli. In Sicilia pare che si dia retta a chi mette a ferro e fuoco le città o a chi rappresenta sacche di elettorato. La Regione deve mettere regole molte chiare per il comportamento degli enti locali i quali per adesso non ricevono le fatture per i servizi resi e ciò impedisce alle cooperative di avere il credito tramite le banche”.

“Le cooperative stanno subendo grossi danniha proseguito Mancinie saremo auditi il prossimo 23 dicembre dalla quarta commissione dell’Ars ove porteremo le nostre richieste per un diverso sistema di pagamenti per chi opera nel settore sociale”.

Giusi Palermo, presidente di FederSolidarietà Sicilia, ha aggiunto: “Gli operatori del sociale svolgono un ruolo importantissimo nel terzo settore e seguono tutte le persone con fragilità. Siamo in sofferenza perché lo Stato non si fa carico di seguire il nostro settore. Parlo della Regione in primis con cui abbiamo cercato il dialogo senza ricevere risposte ma anche gli enti locali che rifiutano le fatture”.

“Con le comunità alloggio per minori vi sono ritardi anche di 14 mesi ha sottolineato la presidente Palermo e non riescono ad accedere al credito in banca e ciò sta mettendo in assoluta crisi un settore che mantiene, in silenzio, il sistema di welfare della nostra Regione”.

Tra l’altro verrà aperta una pagina facebook all’interno della quale verrà seguita la battaglia denunciando le cattive – ma anche buone – prassi delle istituzioni e dei politici regionali e comunali.

Punto cardine della battaglia del mondo delle cooperative è il farsi ascoltare dalla politica ma evitando proteste come quelle che spesso hanno bloccato Palermo creando estrema tensione sociale.

Pietro Piro, presidente Legacoop Sicilia, ha spiegato che “la misura è ormai colma” aggiungendo che il settore “non può più accettare tagli e ritardi” e sulla stessa lunghezza d’onda è anche Angela Peruca,  coordinatore regionale di LegacoopSociali Sicilia – che ha chiesto alla Regione di rimpinguare il fondo destinato al sociale sbloccando i pagamenti degli enti locali.

Andrea Sessa



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