Lavoro

Coop, scongiurati 273 licenziamenti. Salvi 80 lavoratori siciliani

Immagine
6 set 2017 - 17:03

SAN GIOVANNI LA PUNTA - Dopo quasi 48 ore di trattativa sindacale sono stati scongiurati i 273 licenziamenti di Coop Sicilia. La metà di questi avrebbero riguardato il territorio catanese. 

Le segreterie regionali e provinciali di Filcams Cgil, Fisascat CISL e Uiltucs UIL hanno infatti siglato un ipotesi di accordo riuscendo a scongiurare 273 licenziamenti di cui circa il 50% nel territorio catanese. Grazie all’accordo sono state assicurate “garanzie occupazionali ed economiche senza derogare al contratto nazionale“.

L’accordo, che dovrà essere ratificato nei prossimi giorni dopo lo svolgimento delle assemblee dei lavoratori, sarà operativo dal prossimo 1° ottobre. Così Coop rilancia il suo impegno in Sicilia, con un piano di sviluppo che porterà entro il 2020, l’apertura di nuovi punti vendita e all’ammodernamento di quelli esistenti.

I capisaldi dell’accordo sono la gestione di un piano di flessibilità che si pone l’obiettivo di migliore efficacia a produttività aziendale, il piano di incentivazione all’esodo volontario per circa 80 lavoratori in Sicilia di cui circa 55 a Catania, la cassa integrazione per ammortizzare la chiusura dei punti vendita e la chiusura della sede amministrativa per una ricollocazione e riqualificazione del personale in esubero verso i reparti vendita, e soprattutto regole certe sulle garanzie occupazionale di tutti i lavoratori dentro il mondo coop.

Davide Foti, segretario generale Filcams Cgil Catania, spiega che: “Non è stata una trattativa facile ma siamo riusciti a evitare i licenziamenti dichiarati da Coop con la procedura di esubero aperta il 5 giugno. In questi mesi abbiamo lavorato per modificare il piano industriale di Coop Sicilia che prevedeva un recupero di circa 4,3 milioni di euro di cui 2 milioni sul costo del lavoro e che metteva in discussioni il CCNL con deroghe pesantissime soprattutto sui trattamenti economici. L’ipotesi riesce non solo a garantire tutta l’occupazione ma anche gli stipendi delle lavoratrici e dei lavoratori senza perdite economiche. La gestione di un piano di flessibilità per il recupero di efficienza e produttività rimane un punto fondamentale dell’ipotesi, che attraverso poche regole generali cerca di attenuare l’impatto verso la vita dei lavoratori. Inoltre all’interno si prevede un piano di incentivazione volontaria all’esodo e l’applicazione di ammortizzatori sociali per una riqualificazione del personale dei sedi in chiusura e per la sede amministra e l’opportunità per gli stessi di scegliere in caso di vendita ad altre società di rimanere in azienda o essere ceduti con una clausula sociale di reintegro in caso di licenziamento. Ora si attende la conclusione della fusione di Coop Sicilia in Coop Alleanza 3.0, società madre e colosso della cooperazione. La parola passerà dunque ai lavoratori che nelle assemblee avranno l’opportunità di votare questa ipotesi come di fatto prevede l’accordo nazionale sulla rappresentanza a conclusione di un percorso democratico e trasparente“.

In una situazione di oggettiva difficoltà di mercato, mentre altre insegne della grande distribuzione disinvestono con la positiva chiusura del confronto con le Organizzazioni sindacali, si conferma ancora una volta la vocazione sociale di Coop Sicilia in coerenza con i propri valori.

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA