Inciviltà

Continui furti nell’altarino dove ha perso la vita Mimmo Crisafulli. “Siamo molto stanchi per queste cattiverie…”

altarino mimmo crisafulli
3 mag 2017 - 09:15

CATANIA - Era il 7 marzo scorso quando Catania si è svegliata con la tragica notizia della prematura scomparsa di Domenico Crisafulli, conosciuto nel rione di Barriera come “Mimmo”.

Uno scontro fatale ha rotto il silenzio di quella terribile notte quando, tra via Sacco e via De Logu, il 25enne a bordo del suo scooter, è stato raggiunto ed investito da una Smart nera con alla guida una giovane donna

“Mio figlio Mimmo tra pochi giorni compie due mesi – scrivi il padre Pietro Crisafulli - quando volontariamente venne ucciso da una criminale donna che a bordo di una vecchia smart, con il cellulare in mano, usciva al volo da un doppio stop. GIUSTIZIA NESSUNA!! Stato assente totalmente, nemmeno per sostenere la famiglia, ed in particolare i due bambini rimasti senza un padre. Come se sia morto un cane. Tanto ci sono parenti ed amici. Giustizia e istituzioni totalmente infami”.

E’ un padre arrabbiato, folgorato dal dolore per la perdita di un figlio che ha lasciato una compagna e due bimbi piccoli. Ma non è finita qui, Pietro Crisafulli, fondatore della Sicilia Risvegli Onlus, lancia un appello per quanto sta accadendo da diverso tempo.

Nel luogo dello scontro, familiari e amici, hanno deciso di mettere un piccolo altarino con la foto di Mimmo, fiori freschi e qualche piccolo oggetto… dei rosari, un piccolo crocifisso, una candela a forma di cuore e tanti ricordi. 

Peccato che, evidentemente, nemmeno la morte e la disperazione, inteneriscono gli incivili e i vigliacci (lasciatecelo dire), che continuamente sottraggono questi piccoli oggetti dall’altarino di Mimmo. 

“Ripetuti furti stanno avvenendo in questi giorni sull’altarino di via Del Bosco, luogo dell’incidente dove venne ucciso da un auto mio figlio – racconta Pietro Crisafulli -. Credetemi, sono stanco, siamo molto stanchi di accettare queste cattiverie. Dopo la sparizione dei rosari, e un piccolo crocifisso, anche oggi è sparito il cuore a candela che avevano regalato nei giorni scorsi a mio figlio”.

Quello che viene da chiedersi è perché questi elementi (che non sono da ritenersi persone), compiano questi gesti. Cosa ne ricavano? E soprattutto, perché provocare ancora dolore a quei poveri familiari con il cuore a pezzi che, ogni giorno, lottano con la disperazione e i ricordi?

Tu, tu che rubi un crocifisso, una candela, un rosario nel luogo dove un ragazzo di 25 anni sta cercando di riposare… dovresti vergognarti e metterti, almeno per un secondo, nei panni di chi, ogni giorno, cerca di trovare un senso per svegliarsi e sopravvivere. E un senso, forse, lo trova nei sorrisi di quei due piccolini che possono vedere il loro padre brillare in una stella in cielo…

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA