Tragedia

Conti a fine mese non tornavano: imprenditore edile si suicida con un colpo al cuore

costruttore-edile
31 ott 2016 - 17:30

CATANIA - I soliti problemi economici che spingono un imprenditore sull’orlo del baratro, molto spesso, costano più di quanto dovrebbero: il suicidio.

Un imprenditore edile, di 61 anni, ha deciso di spararsi un colpo di pistola dritto al cuore, ha voluto farla finita per un lavoro che nove volte su dieci non ripaga e che a volte nemmeno c’è, specie se parliamo di un settore sempre più in crisi come quello dell’edilizia. Una crisi economica che incide sui conti dei lavoratori, conti che molto spesso non tornano. Per questo, ieri pomeriggio, l’uomo ha aspettato di restare da solo e che la moglie andasse via per puntarsi l’arma, che deteneva legalmente in casa, sul petto sparandosi a sangue freddo.

Non è la prima volta che un imprenditore si trova risucchiato in una voragine senza via d’uscita. E sono spesso i padri di famiglia quelli che cercano, senza magari riuscirci, di fare dei sacrifici impensabili pur di portare avanti la ‘baracca’. Un tentativo che, sovente, risulta vano a causa dell’assenza delle istituzioni. 

Sulla morte dell’uomo stanno indagando i Carabinieri.

Gabriele Paratore



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