Incontro

Consorzio di bonifica, Grosso: “Abbandonati a noi stessi. Le risorse vanno investite dove c’è bisogno”

Consorzio di bonifica 1
19 giu 2017 - 13:40

CATANIA - Sono in sciopero dato che da mesi hanno un personale stabile abbastanza esiguo e oltre a ciò si ritrovano senza alcune funzioni fondamentali, passate nel frattempo ai privati e con la conseguenza di gravi danni all’irrigazione delle aziende agricole. Una situazione che ha portato anche a gesti estremi.

Si tratta dei lavoratori del Consorzio di Bonifica che questa mattina alle ore 10,30 si sono riuniti in sede a Catania per una conferenza. Tra gli argomenti trattati le richieste di un aumento delle ore di lavoro e del personale stabile, il rischio desertificazione, che in Sicilia, e in particolar modo nella Piana di Catania, è ai massimi storici, la mancanza di utile nelle casse, la rete infrastrutturale ormai obsoleta e priva di manutenzione e l’abbandono della politica nei confronti dell’ente. Quest’ultima testimoniata anche dal fatto che alcune funzioni, un tempo di competenza del consorzio, sono passate alla Regione e ai privati.

L’incontro, organizzato dal sindacato Sifus Confali, si è svolto alla presenza del segretario regionale, Ernesto Abate, il segretario nazionale, Maurzio Grosso e il segretario provinciale, l’avvocato Giovanni Brugliera.

“Non abbiamo grandi speranze che la questione possa essere risolta a breve - commenta Brugliera – . Domani avremo un incontro per capire qual’è la soluzione che adotterà l’assessorato al problema che riguarda principalmente la richiesta da parte nostra di aumento del personale stabile”.


Consorzio di bonifica 2

“Il problema riguarda complessivamente la gestione delle politiche agricole e forestali in Sicilia - afferma Grosso - . Mentre i boschi bruciano, i lavoratori forestali sono a casa. Nella Piana di Catania, invece, gli agricoltori rivendicano il loro diritto ad avere l’acqua per irrigare i loro agrumeti. I lavoratori specializzati del consorzio, come acquaioli e saldatori sono stati cacciati via. Questo è un paradosso che o si risolve immediatamente, o si corre il rischio dell’affossamento del comparto agricolo e di quello forestale. Noi oggi siamo qui per far capire come i lavoratori andrebbero tenuti a svolgere la propria attività fino alla fine della campagna irrigua. I 22 mila utenti della Piana, buona parte dei quali possessori di agrumeti, hanno bisogno dei nostri operai. Gli impianti idrici delle regione risalgono ormai a sessant’anni fa e uno al giorno salta in aria. Vogliamo anche capire quello che vuole fare la Regione, come vuole distribuire le risorse disponibili che dovrebbero essere investite in base alla necessità oggettiva dei consorzi, ovvero dove c’è bisogno”.

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Giuliano Spina



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