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Confiscati beni per oltre 5 milioni al boss Benedetto Capizzi

carabinieri
27 feb 2015 - 08:04

PALERMO – Beni per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro sono stati confiscati al boss mafioso Benedetto Capizzi, di 71 anni. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.

Le indagini patrimoniali nei confronti di Capizzi, arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia “Perseo” del 2008 e condannato all’ergastolo, sono state condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Palermo.

In particolare tra i beni confiscati figura anche una villa a tre piani, dove abitano i familiari del boss, che risultava intestata a un prestanome.

Le indagini patrimoniali sono state avviate dai carabinieri a seguito dell’operazione “Perseo”. Dagli accertamenti è emerso come Capizzi, nonostante fosse detenuto a seguito di due condanne all’ergastolo, non solo continuava ad essere il reggente del mandamento di Villagrazia – Santa Maria di Gesù, ma dopo gli arresti di Salvatore e Sandro Lo Piccolo, progettava di ricostituire la Commissione Provinciale di “Cosa Nostra” e di guidarla.

Emblematiche risultano le conversazioni con il figlio Sandro, tramite il quale Benedetto Capizzi impartiva le sue direttive: “Se qualcuno vuole alzare la ‘cricchia’ se la cali perché ci lascia la pelle, chiaro?…Pugno duro, hai capito? Pugno duro con tutti!”.

In un’altra conversazione, intercettata nel corso di un summit di mafia tra Giovanni Adelfio, Giuseppe Scaduto e Sandro Capizzi, venivano definiti gli aspetti salienti della Commissione Provinciale di “Cosa Nostra”: “…all’ultimo ci sediamo e cerchiamo di fare una specie di Commissione all’antica… cinque, sei, otto cristiani come si faceva una volta e quindi la responsabilità se dobbiamo fare una cosa ce l’assumiamo tutti”.

Ecco il servizio per i telegiornali di VideoMediterraneo:

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Redazione NewSicilia



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