Mafia

Confiscati beni per 170 milioni di euro a un noto imprenditore siciliano attivo nel settore delle opere pubbliche

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22 giu 2017 - 12:05

MESSINA - Beni mobili e immobili, partecipazioni e numerose società, per un valore complessivo di circa 170 milioni di euro, sono stati confiscati dai militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Roma nei confronti di un noto imprenditore siciliano, attivo nel settore degli appalti di opere pubbliche su scala nazionale, dedito alla commissione di reati fallimentari e al trasferimento fraudolento di valori.

Il provvedimento del tribunale capitolino giunge al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, avviate nel febbraio 2015 su delega della procura della Repubblica della capitale, nel cui ambito sono state confermate e rafforzate evidenze investigative, in precedenza acquisite nel corso di altra indagine di polizia giudiziaria, in ordine alla esistenza di una struttura delinquenziale, gerarchicamente organizzata e capeggiata da Pietro Tindaro Mollica, 56enne, conosciutissimo imprenditore di origini siciliane il quale, dietro lo “schermo” di numerose società formalmente amministrate da una vasta platea di “prestanome”, è riuscito, nell’ultimo ventennio, ad assicurarsi un elevato numero di commesse pubbliche in tutta Italia.

In particolare, i finanzieri hanno accuratamente ricostruito le vicende che hanno condotto al crack del consorzio romano Aedars Scarl, dichiarato fallito con sentenza del tribunale di Roma del 12 maggio 2015, scoprendo che, nel corso del decennio 2003-2013, l’ente si era aggiudicato una serie di importanti appalti pubblici su scala nazionale, tra cui spiccano le commesse, poi giunte alla fase esecutiva, indette dall’ufficio del commissario straordinario delegato per il rischio idrogeologico nella Regione Calabria, dall’Adr – Aeroporti di Roma S.p.A., dall’Anas S.p.A. – Sicilia, dalla Regione Sardegna, dalla Provincia di Reggio Calabria, dalla Provincia di Siracusa, dal Comune di Sessa Aurunca (CE), dal Comune di Rosarno (RC) e dal Comune di Ciampino (RM), per un valore complessivo degli appalti, all’epoca già vinti, pari a circa 120 milioni di euro.

In tale ambito, il 10 marzo 2015, Mollica è stato sottoposto a due distinte misure cautelari personali e rinchiuso al carcere di Regina Coeli, nell’ambito dell’operazione di polizia convenzionalmente denominata “variante inattesa”. Nel presente contesto, particolare rilevanza è stata attribuita ai documentati stretti rapporti tra l’uomo e alcuni soggetti legati a diversi clan malavitosi, anche di matrice mafiosa, tra i quali, in particolare, spiccano gli imprenditori: Francesco Scirocco, 52enne, ritenuto intraneo al clan messinese di Cosa Nostra detto dei Barcellonesi, tra i soci fondatori dello stesso Consorzio Aedars; Vincenzo D’Oronzio, 52enne, pregiudicato mafioso e presunto affiliato al clan camorristico dei Cesarano, amministratore di fatto di una delle consorziate dell’ente.

L’odierno provvedimento del tribunale, che fa seguito al sequestro di prevenzione del giugno 2015, confermando la solidità dell’impianto accusatorio, dispone la confisca dei seguenti beni: patrimonio aziendale e relativi beni di dieci società, con sede a Roma; quote societarie di quattro società, con sede a Roma, Venezia e in provincia di Messina; 40 unità immobiliari (11 fabbricati e 29 terreni) che si trovano a Roma, Varese e in provincia di Messina; 11 auto/moto; rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni, per un valore complessivo di circa 170 milioni di euro.

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Redazione NewSicilia



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