Denuncia

Confindustria: imprese registrate a loro insaputa in associazioni di categoria

Ivan Lo Bello
11 feb 2016 - 11:21

SIRACUSA – La recente riforma che ha portato all’unificazione (ancora in corso) delle Camere di commercio delle province orientali siciliane. ovvero quelle di Catania, Ragusa e Siracusa, sta creando non pochi problemi alle imprese iscritte alla Confederazione Nazionale dell’Artigianato. Infatti, sembra che 75 di esse si siano ritrovate registrate a loro insaputa in altre associazioni. A denunciare il fatto Confindustria che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Catania. 

Le segnalazioni che abbiamo ricevuto sono di aziende siracusane iscritte a Cna, ma che risultano negli elenchi di Fapi, Euromed, Assotir e Cidec”, ha spiegato Salvatore Bonura, segretario regionale di Cna in un’intervista a ilfattoquotidiano.it . “È una cosa incomprensibile, perché in un momento di crisi, le aziende non pagano due o tre quote associative perlopiù ad associazioni sconosciute, basti pensare che Fapi e Euromed non hanno nemmeno una sede a Siracusa e provincia”.

Tutto è cominciato dopo lo scorso 25 settembre quando per portare avanti il provvedimento di unificazione fu selezionato un commissario, Alfio Pagliaro. Da quel momento è cominciato un lungo braccio di ferro tra lo stesso Pagliaro e i rappresentanti delle associazioni. In particolare il presidente di Unioncamere e vicepresidente nazionale di Confindustria, Ivan Lo Bello, ha portato avanti una battaglia per bloccare l’iter costitutivo per “mancanza di trasparenza e correttezza nei metodi adottati dal commissario“. 

In realtà il vero problema sembra essere, come al solito, politico, in quanto sono in gioco 29 seggi del nuovo Consiglio camerale che saranno distribuiti sulla base della forza di ogni singola associazione presente nei territori di Catania, Ragusa e Siracusa, e soprattutto in base al numero delle imprese e degli addetti. 

Poter contare sulla maggioranza del Consiglio, significherebbe controllare gli scali aeroportuali di Catania e Comiso. Questo perché le Camere di Commercio di Catania, di Ragusa e di Siracusa insieme detengono il 62,5% delle quote della Società Aeroporto di Catania che gestisce Fontanarossa e in buona parte anche il Pio la Torre.

L’aeroporto deve rimanere fuori da questo tipo di discussioni e al momento attuale non c’entra niente,ha dichiarato Lo Belloil problema è l’applicazione delle regole e la trasparenza, perché non ci possono essere associazioni che amplificano e truccano i dati per poter partecipare alla distribuzione dei seggi”. 

Insomma, tanta confusione e poca trasparenza, il tutto probabilmente a fini politici ed economici. Una filastrocca che in Italia e in Sicilia va avanti da ormai troppo tempo.

Santi Liggieri



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