Società

Confessioni dei traditori: “Ti amo ma ho un’altra”. STORIE

tradimento
9 giu 2017 - 06:16

CATANIA - “Domani non ci sono piccola: partita a calcetto con gli amici”, “Amore oggi vado con le amiche a fare shopping”, “Cucciola sto uscendo con i colleghi, una birretta e poi subito a casa, ti penso sempre”. E invece…

Il tradimento: un fenomeno sociale che dilaga col supporto di social e tecnologia. Oggi abbiamo chiesto ai traditori di raccontarsi (usando nomi fittizi).

La prima volta che ho tradito - racconta Giacomo - fu durante una relazione seria, cioè prolungata nel tempo, sentimentalmente stabile e potenzialmente duratura. La relazione stabile aveva parecchi vantaggi, lo ammetto, ma mi sono reso conto che ‘cercavo me stesso’ nel tradimento. Io violavo quella sorta di unione che rappresentava una perdita di me stesso. L’unione può sembrare romantica ma non è così: per me era una tragedia bella e buona i cui estremi (quasi patologici) oggi li vediamo nelle coppie con profili Facebook in comune. Questa gente incapace di tradire è anche incapace di amare perché non ha identità. Non dovremmo smetterla di essere ipocriti e cominciare davvero a cercare la vera felicità?”.

A tradire è stata anche Anna“Era un periodo buio nella mia relazione con Gerardo, e quando avevamo una brutta discussione andavo a sfogarmi con Fabio, non c’è nulla di male. Tranne una cosa: Fabio e io avevamo avuto una relazione in passato. ‘Dove c’è stato il fuoco rimangono le ceneri’. Si dice così vero? Ho tradito Gerardo, poi ho confessato, divorata dai sensi di colpa. Sono stata lasciata col mio cane in braccio sulla porta di casa. Poi, giorni dopo ha cominciato a ‘tempestarmi’ di messaggi dicendo di avermi perdonata, io lo ignoravo perché ero convinta di essere stata tradita anche io, chiamiamolo ‘sesto senso femminile’. Qualche tempo dopo è arrivata la confessione. Era vero. Mi aveva tradita. Anche lui. Mi veniva da ridere più che da piangere, il senso di colpa che prima mi attanagliava era sparito e avevo solo voglia di rivederlo. Riguardo alle farfalle nello stomaco, io avevo un alveare pieno d’api!”.

E per concludere, poi, c’è anche “l’altro”. Come capitato a Mattia: “Ero innamorato e pieno di sensi di colpa perché ero amico del suo ragazzo ma lui si comportava molto più da amico di quanto facessi io, ovviamente. Spesso ho pensato di mandare ‘all’aria’ l’amicizia con lui per instaurare con lei una relazione seria. Poi lui ha avuto il sentore che ‘qualcosa non andasse’ allora io mi sono un po’ allontanato. Le ho detto: ‘Rimani con lui’. La sua risposta? ‘Ho bisogno di te’. Alla fine lei è partita per costruire il suo futuro altrove, ho pensato di fare la classica corsa in aeroporto come in ogni film romantico che si rispetti, ma alla fine, è andata come è andata”.

Alessandra Modica

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Redazione NewSicilia



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