Statistica

Confcommercio vede chiari segni di ripresa: +1,2%. Cosa ne pensano i consumatori?

spesa
18 set 2015 - 06:17

CATANIA – Secondo i dati pubblicati da Confcommercio la crisi economica sembra finalmente essere passata. Indici statistici in rialzo come non avveniva dal 2010 sia per la produzione industriale (tend. 0,2%), sia per la fiducia delle famiglie, che tra i mesi di febbraio e agosto ha segnato un rialzo del 7,8%.  In miglioramento è risultata la domanda per i beni e i servizi per la cura della persona (+0,1%), per l’abbigliamento e le calzature (+0,4%) e per i beni e i servizi per la casa (+0,2%). Si riscontra una riduzione dei consumi su base annua sia per i beni e i servizi ricreativi (-0,6%), accentuando l’andamento negativo già evidenziato dall’inizio dell’anno, sia per gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,5%).

dati icc

dati tratti da http://www.confcommercio.it/

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di luglio 2015 si stima, rispetto a giugno, una variazione nulla dei prezzi. Nel confronto con luglio 2014 la variazione del NIC dovrebbe attestarsi allo 0,2%, la terza variazione positiva dopo un quadrimestre di deflazione. Le previsioni dell’ICC sono quindi decisamente ottimiste: un’uscita dal 2015 con un valore di crescita del 2%.

Ma cosa ne pensano i consumatori siciliani di queste previsioni?

Carmelo Calì, presidente di Confconsumatori di Catania: “Confcommercio riferisce indici statistici riportati a livello nazionale ma non fornisce dati locali. Quello che sappiamo è ciò che vediamo ogni giorno nei nostri sportelli: famiglie che cercano di risparmiare su ogni cosa possibile, cercando di rientrare nei debiti contratti. Si può realmente parlare di ripresa dei consumi? La maggior parte delle persone che si rivolgono ai nostri sportelli cercano di esercitare il diritto di recesso perché non riescono ad affrontare il pagamento previsto. Molti incappano in svariati disagi o in vere e proprie truffe proprio cercando un risparmio specialmente nelle offerte di telefonia e forniture energetiche e si rivolgono a noi cercando soluzioni”.

I dati dell’ICC sono proiezioni statistiche decisamente ottimiste – afferma Lillo Vizzini presidente provinciale Palermo Federconsumatorile famiglie stanno riducendo i consumi e cercano di tagliare su tutto. 0,1% per i servizi per la cura della persona? Ma se stanno quasi del tutto eliminando le spese per le cure odontoiatriche! I dati che riportano sono previsioni per il mese di settembre, quando si sa che le spese per così dire obbligate delle famiglie, sono necessariamente in aumento. Ma anche per le spese scolastiche cercano un risparmio che spesso consente d’arrivare a fine mese. Il nostro termometro è l’afflusso ai nostri sportelli: famiglie, spesso mono reddito, che non arrivano a fine mese“.

Tuccio Alessandro, presidente dell’associazione “I diritti del debitore” osserva un drastico peggioramento della situazione del sovra indebitamento delle famiglie siciliane: “Come possiamo parlare di ripresa dei consumi e fiducia delle famiglie quando non aumenta in modo considerevole l’occupazione e non si aiutano le aziende a riprendersi? Noi dell’associazione non riusciamo a vedere queste rosee previsioni della Confcommercio e anzi riscontramio una contrazione degli acquisti, specialmente per la fascia media, e un ulteriore ricorso al debito“.

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Viviana Mannoia



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