Imprenditoria

Confcommercio firma esposto in procura: “Bisogna intervenire per la manutanzione”

zona industriale
26 ott 2015 - 12:15

CATANIA – Canali di scolo abbandonati da anni e per niente funzionali alla raccolta ed allo smaltimento delle acque piovane. Questo è solo uno dei problemi da ricollegare alla zona industriale del capoluogo etneo, arteria centrale per l’economia della città.

Parliamo di costanti allagamenti e danni agli stabilimenti: negli ultimi anni, infatti, contestualmente alle abbondanti piogge, la zona in questione è stata colpita da gravi disagi.

Oggi, però, dopo il nubifragio risalente al 4 e 5 ottobre, la situazione non è più sostenibile. A farsi portavoce della protesta di venti imprenditori operanti proprio nella zona industriale, firmatari dell’esposto presentato questa mattina, è Riccardo Galimberti, legale e rappresentante protempore della Confcommercio.

“Tutti questi problemi potrebbero risolversi con il semplice ammodernamento e la dovuta manutenzione - dichiara Galimberti -. Il canale Jungetto, di competenza, per la parte superiore, del Genio Civile di Catania mentre, nella zona fociale, della Provincia etnea, dovrebbe raccogliere queste acque e poi scaricarla a mare”.

Da informazioni fornite dall’IRSAP (ex A.S.I.) risulta che il problema degli allagamenti riguarderebbe non solo la manutenzione ordinaria dei canali (necessaria e fondamentale) ma anche le dune naturali o artificiali (create ad hoc dagli ambientalisti) che non consentono alla furia dell’acqua piovana di sfociare sul fiume Simento creando un effetto “elastico” che respinge l’acqua all’indietro. Così le esondazioni e dunque pericoli per i cittadini e  i lavoratori che lavorano nella zona sarebbero eliminati.

“Quasi ogni anno  sono gli stessi imprenditori che devono investire circa il 20% del loro fatturato nei lavori di ripristino e questo non deve più accadere- dichiara l’avvocato Galimberti - Gli enti competenti devono rendersi conto della necessità di interventi di prevenzione provvedendo al controllo periodico”.

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Vittoria Marletta



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