Convegno

Confagricoltura Catania: abbattere la burocrazia per favorire il Made in Italy

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19 apr 2016 - 19:17

CATANIA -Il dopo Expo ci ha fatto capire che il vero Made in Italy è quello legato al cibo e ai prodotti della nostra agricoltura: un settore in cui ci sono grandi prospettive per il futuro, bisogna però saperle sfruttare intervenendo principalmente tagliando la burocrazia delle Regioni“.

Ad affermarlo, questa mattina, proprio a Catania, è stato Franco Laratta, ex deputato nazionale e attuale sub-commissario di Ismea, l’Ente economico dello Stato che finanzia e sostiene i progetti dei giovani in agricoltura. L’occasione dell’incontro con Laratta e con il deputato nazionale del PD, Giuseppe Berretta, è stato il convegno di Confagricoltura Catania sui temi dello sviluppo della Sicilia a partire dal rilancio del comparto agricolo, svoltosi stamani alla facoltà di Agraria.

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Un rilancio possibile per un settore, l’agricoltura, che secondo l’ultimo rapporto Svimez sta facendo da traino alla ripresa del Sud, sia in termini di aumento del Pil che dell’occupazione - ha detto Berretta – dati incoraggianti ai quali si aggiungono i tanti fondi per il rilancio dell’agricoltura in Sicilia: oltre 2 miliardi di euro da qui al 2020. Ora però tocca alla Regione, soprattutto, dare un aiuto importante per eliminare la burocrazia che ancora è un freno allo sviluppo e alle tante opportunità per i giovani che vogliono scommettere su innovazione, agriturismo e biologico. È il momento di chiudere con l’assistenzialismo, di creare filiere e dunque aggregare gli operatori in un settore ancora troppo frammentato per poter camminare sulle nostre gambe”.

I segnali che cogliamo sono già positivi, in particolare il ritorno dei giovani alla terra, con lo sviluppo di nuove idee, l’uso di nuove tecnologie e il rilancio del settore turistico – ha specificato Laratta –. L’innovazione sarà la parola d’ordine per conquistare nuovi mercati e già oggi ci avvicina ai mercati mondiali; penso ad esempio alle piattaforme di vendita online: oggi chiedono l’olio siciliano dalla Corea del Sud e i nostri vini hanno superato quelli francesi. È chiaro però che ci vogliono meno burocrazia e tempi più stretti: in questo le Regioni, Sicilia inclusa, sono ancora in ritardo ad esempio rispetto alle condizioni rigide dettate dall’Unione Europea sull’uso dei fondi”.

Oltre al problema della burocrazia ne è stato evidenziato un altro, decisamente più spinoso, l’accesso al credito “reso spesso difficilissimo dalle banche, che impongono a chi vorrebbe fare investimenti condizioni inaccettabili – ha sottolineato infatti Corrado Vigo, presidente dell’Ordine provinciale dei dottori agronomi e forestali - su questo ci rivolgiamo ad Ismea, perché si intervenga per facilitare l’accesso ai finanziamenti per gli agricoltori”.

Il credito è fondamentale, soprattutto per le start-up ma anche per la sopravvivenza delle nostre imprese – ha detto Giovanni Selvaggi, presidente di Confagricoltura Catania –. Purtroppo la nostra Regione non ha mai dato grande importanza al comparto agricolo, sia in termini di innovazione che di vera e propria cultura. Oggi però potremmo avere grandi chance grazie al Piano di Sviluppo Rurale: speriamo dunque che la Regione lo pubblichi al più presto”.

Qualche rassicurazione in tal senso è venuta dal dirigente dell’assessorato regionale all’Agricoltura, Sirna, che ha spiegato: “Stiamo definendo i vari bandi del PSR e inizieremo a pubblicarli al più presto, con importanti novità, tra cui un pacchetto per i giovani e per i nuovi investimenti: uno degli obiettivi è superare l’eccessiva polverizzazione delle imprese in questo settore”.

Redazione NewSicilia



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