Formazione

Conclusione del 26° corso per operatrici sportello antiviolenza

CONCLUSIONE CORSO
13 giu 2015 - 16:43

SIRACUSA –  Il 6 Giugno si è concluso con lodevoli risultati il 26° corso di formazione per operatrici sportello antiviolenza diretto da Raffaella Mauceri. Eccezionalmente tenuto in due sessioni parallele, una a Siracusa centro e l’altra a Cassibile, la ventiseiesima edizione del corso di formazione a cura dello staff delle formatrici della Rete Centri Antiviolenza di Raffaella Mauceri, si è concluso sfornando una nuova pattuglia di operatrici pronte a mettersi alla prova. 

Seguirà adesso un congruo periodo di tirocinio dopodiché le operatrici andranno ad inserirsi nei vari sportelli della provincia. Ad eccezione di Cassibile che invece è uno sportello nuovo di zecca e dovrà essere avviato e formalmente inaugurato.

Riportiamo qui di seguito il testo integrale di una  lettera di una corsista scelta per l’ormai noto coinvolgimento emotivo che caratterizza le allieve dei corsi diretti da Raffaella Mauceri. Trattasi degli appassionati, provocatori e ironici  commenti della dott.ssa Giusy Barravecchia che ha frequentato facendo la spola ben sette volte da Cefalù, città dove risiede e lavora e, grazie all’attestato lodevolmente conseguito, presterà servizio in una vicina casa rifugio che confluisce nel Coordinamento Donne Siciliane fondato dalla Rete nel 2008. 

Carissima Francesca, 

oggi ho deciso di aggiornarti sugli ultimi accadimenti che mi hanno vista protagonista di una rivoluzione interiore che voglio condividere con una delle mie migliori amiche, cioè con te, mia cara. Ti scrivo infatti per dirti, innanzitutto, che penso di essere profondamente cambiata. Ho difatti imparato a guardare il mondo con occhi nuovi, occhi non più opacizzati dall’assuefazione, occhi non più contaminati dalla cultura dominante ma occhi da neonata che si affaccia alla vita con curiosità e stupore e con la gioia nel cuore per ogni nuova scoperta. Ebbene si, il 28 marzo ho iniziato un percorso di epurazione dai condizionamenti culturali e sociali, dagli stereotipi, dalle convenzioni sociali e, via via, passo dopo passo, sono giunta alla costruzione di una nuova ME, più consapevole, più padrona della mia identità, più fiera del mio essere donna, ma al tempo stesso anche arrabbiata contro l’organizzazione patriarcale sotto il cui giogo vive l’umanità, contro lo stato, contro le istituzioni, contro la misoginia clericale e contro una parte degli uomini. Di cosa sto parlando? Dell’infinità di crimini subiti dalle donne, nel corso dei secoli, ad opera di inaspettati e improbabili carnefici, travestiti da agnelli, partoriti da quelle stesse donne che, per ironia della sorte, diventano le loro vittime predestinate. E la cosa più grottesca è che che alcuni di codesti uomini si dicono vittime di donne “maltrattanti”! Ma vediamo dunque di che violenze stiamo parlando. Sicuramente non di violenza fisica. Mi sembra, infatti, alquanto strano e improbabile che un uomo possa subire apprezzabili danni fisici da una donna che mediamene non è forte come un uomo. Salvo eccezioni. Sicuramente non di violenza sessuale per una insormontabile questione fisiologica nel senso che una donna non può, proprio non può costringere un uomo ad avere un rapporto sessuale con la forza.Sicuramente non di violenza economica perché le donne non hanno mezzi e disponibilità finanziarie superiori a quelle degli uomini, al contrario sono molto più povere e per vivere dipendono proprio da loro, dagli uomini. Resta la violenza psicologica: tattiche di isolamento, ricatti, minacce, umiliazioni, privazioni, colpevolizzazioni ….. Certo ci sarà un tipo di donna che minaccia di morte il compagno, che lo costringe a restare segregato in casa, che gli proibisce di vestirsi in un modo piuttosto che in un altro, che gli fa terra bruciata intorno allontanandolo da amici e parenti, che lo prende per cretino e incapace, ecc… ecc… ma questo tipo di donna non è molto diffuso e qualsiasi uomo è perfettamente in grado di metterla a posto con un paio di ceffoni bene assestati. O no?Dunque questi centri antiviolenza per uomini per fare cosa? e perché mai li vogliono perfino gestiti dalle donne? Per continuare ad essere serviti coccolati e confortati come bambini incapaci di crescere? O magari per andare a molestare pure le operatrici di questi ipotetici centri? ma la smettano, per favore! Per fortuna, col mio mestiere ho imparato che la rabbia, di per sé, non serve a niente se non viene trasformata in qualcosa di positivo e propulsivo verso un cambiamento, di una rivoluzione che prima di tutto deve avvenire dentro noi stessi. Ed è proprio questo che voglio fare: trasformare questa rabbia e questa ingiustizia, in qualcosa di costruttivo e produttivo, ovvero un’inversione di tendenza verso l’antico concetto di Matriarcato che si fondava su una sinergia unificante tra il maschile e il femminile. Affinché questo possa aver luogo bisogna però, innanzitutto, restituire dignità e potere alle donne non certo in termini di prepotenza e sopraffazione, ma soltanto di piena riappropriazione dei propri diritti. E questa rivoluzione, mia cara Francesca, non può partire altro che da noi stesse! Occorre riformulare i concetti di donna e di uomo, di amore e di potere, di diritto e di dovere. Bisogna lavorare trasversalmente su ogni fascia di età, puntando soprattutto alle nuove generazioni. Per questo motivo vorrei portarti a riflettere su alcune questioni tutt’altro che scontate, che sicuramente innescheranno in te un barlume, un “insight”, che probabilmente ti spingeranno a volerne sapere di più proprio come è accaduto a me. Ti dico in premessa che la fonte del mio processo evolutivo da semplice “donna” a “DONNA” (con tutte le lettere maiuscole) si chiama Raffaella Mauceri, giornalista-editrice, esperta di women’s studies, fondatrice e presidente  della Rete antiviolenza di Siracusa. Ebbene, dicevo, lo scorso 28 Marzo, ho iniziato un suo corso di formazione, suddiviso in 7 moduli di attività intensiva, condotti da lei e dalle sue più valide collaboratrici in tema di “Violenza di genere”. Il risultato? Semplicemente rivoluzionario!

Ed eccoti alcuni spunti di riflessione:

-  Lo sapevi che i maschi italiani sono i primi in Europa nel femminicidio, i primi nella discriminazione sessuale, i primi per la pubblicità pornografica e il sesso a pagamento, e i primi nel turismo sessuale all’estero esercitato perfino su bambine  di 9 anni?

-  Lo sapevi che le cosiddette “streghe” altro non erano che donne esperte di erboristeria che curavano gli ammalati con l’uso delle erbe e che, proprio per questo, vennero accusate di stregoneria e condannate al rogo da 70 papi dopo atroci torture? 

- Ti sei mai chiesta perché anche quando lui e lei tornano a casa dopo una giornata di lavoro, lui si stravacca in poltrona e lei, solo lei, deve  occuparsi della casa e dei figli? 

-  Hai mai analizzato la parola matri-monio e scoperto il vero significato? 

-  Secondo te perché se dici bidella, lavandaia, sguattera, cameriera ecc. nessuno ha niente da ridire, mentre invece se dici avvocata, sindaca, ministra, magistrata, ecc. scoppiano subito discussioni? 

-  Perché per insultare una donna le si dice puttana. Mentre per insultare un uomo gli si dice “figlio di p…a”  insultando sua madre!

E potrei andare avanti per ore. Allora Francy, sono riuscita a stuzzicare la tua curiosità?

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Giusi Lo Bianco



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