Resistenza

Compie atti osceni sul muretto della statale: forze dell’ordine prese a calci e pugni

manette
21 mag 2017 - 11:18

ACIREALE - Lo scorso 17 maggio agenti del commissariato di Acireale hanno arrestato, per il reato di lesioni aggravate e resistenza a Pubblico Ufficiale, il tunisino Mim Kafol, 36 anni, senza fissa dimora, straniero illegale nel territorio italiano e destinatario di più provvedimenti di espulsione.

L’uomo è stato notato dai poliziotti a S. Leonardello, circa 100 metri prima dello svincolo per la frazione di Carruba, mentre compiva atti osceni, seduto sul muretto di margine della Strada Statale, abbastanza trafficata. Ovviamente, gli operatori, che erano in abiti civili, lo hanno immediatamente raggiunto con l’autovettura di servizio in sirena e con la paletta segnaletica bene in evidenza.

L’uomo inizialmente è rimasto seduto, ma nel momento in cui un agente gli ha mostrato il tesserino di riconoscimento, si è alzato e, impedendogli di aprire lo sportello, lo ha colpito con un violento pugno al volto. A quel punto, è intervenuto l’autista della pattuglia il quale, nonostante l’ausilio dei componenti di una volante che nel frattempo si è unita agli agenti, è stato colpito con calci e pugni.

In aiuto è giunto anche personale dei carabinieri, allertato dalla Centrale Operativa del Commissariato: per qualche minuto l’uomo è sembrato essersi calmato ma, poco dopo, senza motivo, è andato nuovamente in escandescenza scagliandosi violentemente contro gli operatori che, con notevole sforzo e dopo aver ricevuto numerosi calci e pugni, sono riusciti, infine, ad ammanettarlo.

L’uomo è stato accompagnato al commissariato di Acireale, mentre due agenti si sono dovuti recare presso l’ospedale di Acireale dove sono stati medicati con prognosi di guarigione fino a 15 giorni.

Gli accertamenti effettuati sul soggetto hanno permesso di identificarlo e accertarne l’illegale presenza sul territorio italiano. Dell’arresto è stato informato il pubblico ministero di turno che ha disposto il suo trasferimento nelle camere di sicurezza della questura di Catania.

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Redazione NewSicilia



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