Inchiesta

Il commissariato in una stanza. A Caltagirone si denuncia in un camper e si paga l’affitto per una sede inagibile

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2 set 2016 - 12:19

CATANIA – In 12 pressati in una stanza che potrebbe contenerne meno della metà. Schiena contro schiena. Ecco come gli agenti della Questura di Catania in servizio a Caltagirone sono costretti ad offrire il loro servizio alla comunità.  

Da quattro mesi si va avanti così. Esattamente dal 17 aprile scorso, quando la sede del commissariato del grosso centro della provincia etnea è stata dichiarata inagibile dopo il crollo del soffitto di una stanza. Da allora il personale è ospitato nella sede della Polizia Stradale calatina, dove tutta l’attività del commissariato è stata concentrata in una stanza, evidentemente l’unica che poteva essere messa disposizione. 

Il commissariato in una stanza. Roba da teatro dell’assurdo. 

Gli agenti fanno quel che possono, ma la situazione è insostenibile. Pensate che per cercare di garantire la privacy ai cittadini, impossibile da proteggere nelle condizioni che vi abbiamo descritto all’interno della Polstrada, in Piazza Municipio, di fronte al Municipio di Caltagirone, staziona un camper. 

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È l’ufficio denunce. Con la sede inagibile e quella temporanea ridotta ad un vano, chi ha bisogno di sporgere denuncia deve bussare alla porta del camper, che, giocoforza, comunque non mette al riparo da occhi indiscreti. E per i poliziotti il lavoro è doppio. Perché dopo avere raccolto le denunce devono recarsi nella stanza, sgomitare per farsi spazio e inserire la documentazione nel sistema informatico.

Una situazione che si commenta da sé – afferma il Siulp di Catania – quello di Caltagirone è un territorio importante, che affronta, oltre alla quotidianità, vari fronti caldi così come il manicomio giudiziario e caldissimi così come il Cara di Mineo. I nostri colleghi sono encomiabili per i sacrifici che affontano, pretendono rispetto per  il loro impegno e per i cittadini che abbiamo il dovere di fare sentire tutelati”.

 Ancora si paga l’affitto. Per la sede della Polstrada e quella che ospitava il commissariato si pagano annualmente 43.356,97 euro. Già, è così. Con i soldi dei contribuenti si paga ancora ad un privato una struttura inagibile. E non soltanto perché è in corso un contenzioso fra il proprietario dell’immobile ed il dipartimento della Pubblica sicurezza. 

Dentro l’ex commissariato è ancora custodito l’archivio. Per via degli spazi ristretti all’interno della Polstrada non è stato possibile trasferirlo e per proteggere la delicata documentazione 24 ore su 24 una volante vigila la struttura. Una volante sacrificata per la vigilanza di una struttura inagibile. Denaro pubblico sperperato per una struttura inagibile. 

E dire che, l’altro sindacato in prima linea accanto agli agenti, il Siap, aveva già sollevato il coperchio nel 2008. Caltagirone è un avamposto abbandonato dal Ministero dell’Interno da sempre. “La situazione di Caltagirone è nota al dipartimento da tempo – racconta Tommaso Vendemmia, segretario del Siap di Catania – Già all’epoca, ben otto anni fa, denunciammo infiltrazioni d’acqua all’interno dell’immobile affittato per collocarvi il commissariato. I lavori di adeguamento non furono eseguiti a dovere. Addirittura, sulla scala che conduce dall’archivio al primo piano, dichiarata inagibile dai vigili del fuoco, non furono mai fatti gli interventi necessari ed i colleghi non hanno potuto fare altro che utilizzarla, visto che non vi era altro modo per aggirare l’ostacolo. Il Questore di allora, Michele Capomacchia, fu sanzionato pesantemente per gravi inadempienze. Per questo quanto è poi accaduto lo scorso aprile non ci ha sorpreso”.

E quanto raccontato sembra essere destinato a durare ancora a lungo. La burocrazia e gli scarica barile si cibano di tempo. Nel frattempo si continuerà a bussare alla porta del camper ed a sgomitare per inviare i dati ed a osservare, indossando la divisa, un edificio inagibile perché nel sotterraneo c’è ancora l’archivio.

 

Alessandro Sofia

 

 

Redazione NewSicilia



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