Furti

Comiso: banda di topi d’appartamento individuata grazie alle segnalazioni di una coppia di fidanzati

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24 nov 2015 - 12:52

COMISO - Tre uomini accusati di compiere dei furti all’interno delle abitazioni di Comiso sono stati arrestati grazie al prezioso aiuto di una coppia di fidanzati del luogo.

Da alcuni mesi a questa parte tale reato veniva denunciato con una certa frequenza e, nella maggior parte dei casi, le vittime erano persone anziane che difficilmente avrebbero potuto difendersi dall’incursione di estranei all’interno della loro casa. La squadra mobile ed il commissariato di Comiso, accolte le tante segnalazioni, avevano deciso quindi di indagare in maniera approfondita sull’inquietante fenomeno.

Decisivi nel portare a termine le indagini sono stati due ragazzi, una coppia di fidanzati, i quali hanno notato più volte la presenza di un’auto con a bordo tre persone non residenti nel quartiere. Dato che in zona i furti si verificavano praticamente di continuo, i ragazzi hanno annotato tutti i dati relativi alla vettura e hanno osservato con attenzione le tre persone che di volta in volta risalivano a bordo. Gli stessi individui sarebbero poi stati notati dai giovani mentre compivano un “sopralluogo” nelle vicinanze di un appartamento puntualmente svaligiato a poche ore di distanza. I fidanzati di Comiso hanno quindi deciso di segnalare quanto osservato alla polizia che ha così potuto proseguire con le indagini ormai arrivate ad un punto morto.

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Jacopo Verzeroli

I tre sospetti ladri sono stati quindi individuati e le conversazioni partite dai loro telefoni cellulari sono state perciò intercettate. I tre uomini, ormai troppo sicuri di sé o forse non eccessivamente astuti, erano soliti comunicare al cellulare mentre derubavano gli appartamenti delle loro vittime: la polizia è così entrata in possesso di alcune intercettazioni compromettenti. Durante una delle loro “missioni” (il cui relativo bottino aveva un valore pari a circa 30 mila euro) si sente uno dei tre ladri comunicare agli altri “Ho trovato la sorpresa“. L’interlocutore risponde: “C’è qualcuno, c’è la vecchia?” ed il primo: “No ci sono belle cose“.

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Andrea D’Angelo

In genere i furti si svolgevano sempre nella stessa maniera: dopo un primo sopralluogo uno o due dei rapinatori si introducevano in casa dei malcapitati, qualcuno invece rimaneva in macchina a fare da palo. Solitamente il topo d’appartamento entrava in casa sfruttando pali della luce o simili. I tre comunicavano costantemente al cellulare in modo da mantenersi reciprocamente aggiornati sull’andamento dell’operazione. Scoperta l’identità dei tre uomini e raccolte le prove necessarie per procedere, il GIP di Ragusa ha emesso tre ordinanze di cattura a carico di Jacopo Verzeroli (pluripregiudicato adesso in carcere), Andrea D’angelo (Pluripregiudicato adesso agli arresti domiciliari) e I.P. (diciannovenne di cui le forze dell’ordine non hanno voluto diffondere i dati anagrafici al momento condannato all’obbligo di dimora).

Antonino Ciavola, Commissario Capo della polizia di stato, si è così espresso sulla cattura dei tre uomini: “La polizia di stato raccomanda tutti i cittadini della provincia di Ragusa di segnalare ogni elemento sospetto. È sempre meglio controllare e verificare una segnalazione di persone sospette, che constatare un furto o qualsiasi altro reato. Anche in questo caso il successo investigativo dei poliziotti della squadra mobile e del commissariato, è frutto di un’attenta valutazione del pericolo da parte di una giovane coppia di fidanzati“.

L’impronta di Jacopo Verzeroli è stata rinvenuta in uno degli appartamenti depredati.

Valentina Idonea



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