Scandalo

Combine e soldi chiamati “melanzane”: altre intercettazioni del “caso Catania”

Calcio Catania
24 giu 2015 - 18:42

CATANIA - Dopo i “treni” di Pulvirenti adesso arrivano le “melanzane” usate per indicare i soldi. Si aprono nuovi squarci oscuri nel mondo del calcio e le intercettazioni che sono emerse nelle ultime ore tracciano un quadro a tinte fosche con collaudati sistemi di riciclaggio del denaro e dei proventi delle scommesse.

Un’intercettazione riguarda la conversazione tra Fabrizio Milozzi, romano ed ex procuratore, e una donna: i due parlano di come versare e riciclare i soldi che vengono chiamati melanzane.

Una seconda intercettazione vede protagonisti il procuratore e agente Fifa Fernando Arbotti e un ex collaboratore del Genoa Pietro Di Luzio. I due parlano di numeri e cifre e i loro discorsi sono soltanto un corollario del quadro creatosi dopo i recenti ritrovamenti degli inquirenti.

Le perquisizioni effettuate dalla polizia nelle abitazioni degli indagati nell’inchiesta “I treni del gol”, hanno fatto emergere in casa di uno dei sette arrestati, Giovanni Impellizzeri, agente di scommesse sportive on-line, 100mila euro in contanti nascosti nel controsoffitto.

Nell’ufficio è stato trovato un localizzatore di microspie a radio frequenza. Mentre a casa di Piero Di Luzio, l’ex collaboratore del Genoa calcio (la società ligure ha smentito ogni tipo di rapporto con l’indagato), sono stati recuperati documenti e appunti con riferimenti al Catania e alle somme di denaro versate. 

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Andrea Sessa



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