La tragedia di Mascalucia

Colpa dei cani o dei padroni? La proposta del Codacons e la risposta degli animalisti

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18 ago 2016 - 06:01

CATANIA -Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’aggressione, perché è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’uomo“.

Esordisce così Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, che prosegue: “Indipendentemente dall’educazione che si dà al proprio animale, è universalmente riconosciuto che esistono razze, come i pitbull o i rottweiler, che per le loro caratteristiche (potenza, robustezza, dentatura) possono provocare ferite letali in caso di morsicatura“. 
Per tale motivo – prosegue Tanasi – da anni chiediamo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. Il morso di un volpino, infatti, non causa certo le stesse ferite del morso di un rottweiler o di un dogo argentino. L’aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotta dall’ex ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza. Ci chiediamo quanti altri bambini debbano morire prima che le istituzioni ci diano finalmente ascolto“.

Dichiarazioni forti e decise quelle che si leggono sul sito Codacons, cerchiamo però di capirle meglio.

La lista di cui parla Tanasi, nota come Black List, fu per la prima volta firmata nel 2003 da Girolamo Sirchia e scatenò da subito grandi polemiche, fino alla sua definitiva abolizione nel 2013: la norma prevedeva, per le razze canine inserite nella lista, l’obbligo di guinzaglio e museruola in pubblico e soprattutto l’affido a persone in grado di gestire cani di questa portata.

Dopo la tragedia di martedì a Mascalucia quindi il Codacons ha pensato di riesumare l’argomento, e a questo proposito abbiamo deciso di contattare l’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) per sentire l’opinione degli animalisti in merito.

Premettiamo che ci rendiamo conto della drammaticità della situazione e coprendiamo il dolore della famiglia – esordisce Lorenzo Croce, presidente di AIDAA – però non vogliamo neanche che si metta la croce sui cani. Dobbiamo aspettare l’esito delle indagini per capire esattamente come sia andata la vicenda, però una cosa è sicura: museruole, guinzagli e patentini non risolvono il problema, semplicemente ci dovrebbero essere più controlli nel momento dell’affido di un cane (cosa che in effetti la Black List prevedeva, ndr.). I famosi pre e post affido, già esistenti, andrebbero resi più precisi e affidabili“.

Bisogna però ammettere che esistono cani che per indole sono più aggressivi di altri… no?

“No, non esistono cani pericolosi ma solo padroni stupidi“.

La situazione quindi appare controversa: a chi dar ragione? O meglio, a chi dar la colpa? 

Ai cani, ai padroni o un po’ a tutti e due?

E mentre si aspetta l’esito delle indagini il quesito rimane più che mai aperto.

Omar Qasem



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