Sicurezza

Collegamenti Palermo-Catania, riapre l’autostrada, Armani: “Il nuovo viadotto sarà realizzato nel 2018″

Viadotto Himera
16 nov 2015 - 11:22

 PALERMO - Dopo 7 mesi la Sicilia torna ad essere collegata tra Palermo e Catania. Infatti, dopo il cedimento di un pilone del viadotto Himera dell’aprile scorso, la viabilità è stata ristabilita grazie ad un bypass che ha permesso di ricollegare l’autostrada A19 Palermo-Catania.

“Con l’apertura al traffico della bretella che serve a superare il tratto interrotto del viadotto Himera e’ stato raggiunto l’obiettivo di risolvere una rilevante criticità per la viabilità dell’intera Isola nel minor tempo possibile e con tutti i controlli necessari”. Ad affermarlo è Gianni Vittorio Armani, presidente di Anas, presente stamattina alla prefettura in occasione della presentazione della bretella.

“Il nostro lavoro – ha proseguito - continua con l’innalzamento degli standard di sicurezza dell’intera autostrada previsto nel programma straordinario di potenziamento e riqualificazione dell’intero itinerario che comporta la realizzazione di nuove pavimentazioni e barriere, il risanamento di tutti i viadotti e nuove dotazioni tecnologiche per le gallerie di tutto il tracciato, con un significativo investimento complessivo pari a 842 milioni di euro

“Ci vorranno almeno due anni per realizzare il nuovo viadotto “Himera” sull’autostrada Palermo-Catania, opera che costerà una ventina di milioni di euro e prevista per i primi mesi del 2018, per ripristinare in modo definito la viabilità. Già a dicembre – ha concluso Armani – sapremo se sarà possibile ripristinare l’altro lato del viadotto.” 

E mentre, questa mattina, erano tutti lì per l’inaugurazione, il ministro Delrio ha annunciato un minuto di silenzio per le vittime del terrorismo in Francia. “Non dobbiamo avere paura, dobbiamo essere pronti a reagire”. E così prima della presentazione della bretella autostradale sulla A19 Palermo-Catania, tutti hanno rispettato la richiesta in segno di cordoglio.

Delrio ha poi aggiunto: “La prima cosa che va ricordata è la vicinanza ai familiari delle vittime, che sono persone comuni, come la nostra connazionale Valeria Solesin. L’Isis cerca di portare paura nella vita quotidiana, ma noi non dobbiamo averne. Non dobbiamo consegnare loro la nostra libertà e le nostre conquiste civili”.

Redazione NewSicilia



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