Solidarietà

Gli bruciano il furgone ma studenti della Cittadella organizzano colletta: la storia di Giovanni

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16 feb 2017 - 06:13

CATANIA - Nonostante tutte le nostre fatiche, a volte la vita ci mette alla prova e ci butta a terra quando meno ce lo aspettiamo. Questo è quello che è successo a Giovanni Spina, conosciuto da molti come il signor Giovanni. 

Da anni il signor Giovanni si dà da fare per mantenere la propria famiglia, la moglie, un figlio e una figlia affetta da fibrosi cistica, malattia che colpisce soprattutto apparato digerente e polmoni. Quattro anni fa, dopo essere stato costretto a chiudere la propria ditta di fornitura e arredamenti per uffici, Giovanni ha iniziato la sua attività di venditore ambulante di oggetti di cartoleria di fronte ad uno degli ingressi della Cittadella Universitaria di Catania, quello che si affaccia sulla circonvallazione. Domenica 5 febbraio, durante la festa di Sant’Agata, il furgone che utilizzava per conservare e vendere la merce, è stato bruciato.

“Sono sicuro che si è trattato di un incendio doloso, non è stato un fatto accidentale – ha dichiarato il signor Giovanni a noi di NewSicilia -. È stato probabilmente un atto vandalico, la ‘bravata’ di qualcuno che non aveva niente da fare. Non è mai successo niente del genere nonostante io abbia lasciato più volte il furgone incustodito, mai ricevuto minacce da nessuno e non penso che qualcuno mi volesse del male fino a questo punto. Nel furgoncino c’era tutta la merce che avevo, anche una boccetta in cui conservavo tutti i centesimi che avevo intenzione di donare al centro di ricerca sulla fibrosi cistica. Tutto andato perso, ma io non mollo, continuo a rimanere lì perché nella vita sono caduto tante volte e mi sono sempre rialzato e se non lo facessi anche questa volta mi sembrerebbe di mancare di rispetto ai ragazzi”.

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Il signor Giovanni racconta del rapporto di stima e affetto tra lui e i suoi giovani clienti, gli stessi che ogni mattina prima di andare all’università passavano da lui per comprare una penna o un quaderno, ma lui stesso dice che non si sarebbe mai aspettato un gesto così bello. I ragazzi della cittadella, infatti, hanno lanciato una campagna di raccolta fondi da donare a Giovanni in segno di solidarietà.

“L’idea è partita un po’ da tutti gli studenti, ma non è stata messa in atto finché qualcuno non si è fatto portavoce, a partire dai ragazzi del Dipartimento di Matematica e Informatica, in particolare - spiega Alessio Losi, rappresentante del Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica -. Da lì in poi ogni dipartimento ha iniziato a lavorare individualmente per mezzo dei rappresentanti, non perché sia compito nostro, ma per la semplicità nel rintracciare il maggior numero di ragazzi possibile per aderire all’iniziativa. Ci stiamo tutti adoperando per cercare di diffondere la notizia il più possibile ma è normale che sarà più coinvolta la cittadella, quindi gli studenti delle facoltà che ne fanno parte. Io, insieme ad alcuni degli altri rappresentanti al Dipartimento, ci stiamo occupando del DIEEI e stiamo spronando anche i rappresentanti dei singoli corsi di laurea a spargere la notizia e iniziare a raccogliere le offerte per poi unirle alla fine. Personalmente ancora so di poche decine di partecipanti ma c’è da dire che la sessione d’esami scoraggia molto le iniziative per diverse ragioni, prima tra queste il doversi recare in cittadella appositamente. Spero solo che per una volta i ragazzi non rimangano in disparte a guardare da lontano ma che si adoperino in prima persona e diano un contributo. Questa iniziativa sarà utile solo se parteciperanno in tanti, per cui mi auguro che ci sia ancora spazio per un gesto di solidarietà tra le nostre mille materie ancora da dare“.

Al DMI, il dipartimento che per primo ha iniziato la raccolta, gli studenti che fino ad ora hanno partecipato sono più di 30, tutti con almeno 3 euro a testa. “Per la raccolta ogni dipartimento si è organizzato come meglio crede – spiega Vincenzo Aliperti, rappresentante del DMI – noi ad esempio siamo qui tutti i giorni fino alle 19 e chi vuole contribuire ci trova lì. Inoltre il direttore del dipartimento, il professore Giovanni Gallo, ha fatto girare una circolare in merito a ciò invitando anche i professori a fare una piccola donazione, nel caso volessero!”.

Pieno di gratitudine e commozione, il signor Giovanni ringrazia tutti gli studenti per il loro appoggio morale e per la forza che gli stanno dando: “Quando ci sono disgrazie cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, il lato positivo di questa storia è proprio la generosità che ho scoperto da parte di questi ragazzi. Ed è proprio per loro che continuerò a lavorare qui, perché voglio dare un esempio da padre a tutti gli studenti che si sacrificano ogni giorno, viaggiando, studiando e lavorando duramente e che poi si ritrovano in una società del genere, senza prospettive e con tendenze criminali gratuite”.

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Clelia Mulà



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