Iniziative

Cittadella dell’Agroalimentare Siciliano: così i catanesi combattono la crisi

San Giuseppe rena
23 ott 2015 - 17:52

CATANIA - Nasce a Catania la Cittadella dell’Agroalimentare Siciliano; il mercato ortofrutticolo, progettato dopo la lunga trafila che ha portato alla chiusura del vecchio centro di spaccio sito in zona San Giuseppe La Rena, obbedisce al protocollo “Misura sperimentale d’intesa EXPO 2015” sottoscritto con l’Università e la Coreras. L’inaugurazione del primo padiglione interamente ristrutturato dell’ex mercato ortofrutticolo avverrà domani alle ore 10.30.

Il progetto, sostiene l’Amministrazione Comunale etnea, ha lo scopo di “Favorire un’idea imprenditoriale di successo,… sostenere le produzioni del territorio regionale… inserirsi nei moderni circuiti commerciali… diffondere la conoscenza delle produzioni agroalimentari, delle qualità organolettiche e nutrizionali dei cibi“. Tali finalità sembrano coincidere perfettamente con il progetto stilato dalla facoltà di Economia di Catania che, appena dopo la definitiva chiusura del mercato generale ortofrutticolo di San Giuseppe La Rena, sollecitò l’amministrazione catanese affinché decidesse di dar vita nella stessa area ad un vero e proprio “Food Village” all’interno del quale sono chiaramente distinguibili sette macrosezioni (promozione culturale e commerciale, sicurezza alimentare, alimentazione e salute, gastronomia, mercato, networking, e servizi).

 

AIC sicilia eccellenza

Francesca Ferreri dell’Anguilla

Al progetto “Misura sperimentale d’intesa EXPO 2015” prenderanno parte parecchi imprenditori, circa una cinquantina (Amici per Bacco, Arancia Rossa di Sicilia IGP, Consorzio produttori madoniti, Cooperazione euro mediterranea, Distretto turistico antichi mestieri sapori e tradizioni popolari, GAL NatIblei, GAL Elimos, Idimed dieta mediterranea, AIAB agricoltura biologica, Etna bio km. 0, Rete fattorie sociali, Accademia della cucina, Istituto vini e oli di Sicilia) nonché il personale di Isde medici per l’ambiente Catania, Rete Fattorie Sociali Sicilia, Distretto Lions Sicilia, Anci Sicilia e l’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla”. Altri 100 piccoli e medi imprenditori isolani sono stati esclusi dall’iniziativa, evidentemente parecchio interessante: probabilmente riusciranno ad inserirsi nel progetto soltanto dopo l’ampliamento dei locali ristrutturati destinati alla Cittadella dell’Agroalimentare Siciliano.

L’inaugurazione del padiglione darà vita ad una sei giorni di stand espositivi, degustazioni, informazioni sulla sicurezza e la qualità dei prodotti e iniziative volte a conoscere e pubblicizzare le eccellenze gastronomiche siciliane. All’evento prenderanno parte anche Enzo Bianco (sindaco di Catania), Angela Mazzola (Assessore alle attività produttive), Giacomo Pignataro (rettore dell’Università degli Studi di Catania) e alcuni membri del CoreasAd inaugurazione avvenuta, avrà inizio la conferenza “La dieta mediterranea: sapori e salute“.

mercato agroalimentare siciliano

Tra le aziende e le strutture che aderiranno al progetto Cittadella dell’Agroalimentare Siciliano, si segnala poi Slow Food; Roberta Capizzi, uno dei dirigenti dell’azienda, ha affermato: “Siamo un’associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Ogni giorno Slow Food lavora in 150 paesi per promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti. il recente ricambio generazionale conta su una compagine di 170 soci trenta-quarantenni. Attivi in zona i presìdi Pistacchio di Bronte, Cavolo trunzo di Aci e Masculina d’a Magghia; le mele dell’Etna sono state segnalate all’Arca del Gusto. Con il progetto Etna Slow, puntiamo a valorizzare la biodiversità etnea, dono della fertilità del terreno vulcanico“.

 

Slow food

Roberta Capizzi

 

Infine Clelia Papale, dirigente nazionale Federconsumatori, ha ulteriormente sostenuto il progetto aggiungendo: “Partecipiamo con interesse, perché riteniamo utile qualsiasi intervento volto a tutela della salute pubblica e dell’alimentazione; impegneremo tutte le nostre strutture perché il progetto abbia risultati ottimali“.

La Cittadella dell’Agroalimentare Siciliano insomma sembra un’iniziativa destinata a riscuotere parecchio successo e, perché no, a dare una nuova spinta all’economia siciliana.

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Valentina Idonea



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