Dibattito

Cisl: “Catania ci preoccupa. Masterplan per la città metropolitana è un’opportunità”

Maurizio Attanasio, Rosaria Rotolo, Mimmo Milazzo, Rosario Pappalardo.
Maurizio Attanasio, Rosaria Rotolo, Mimmo Milazzo, Rosario Pappalardo.
12 dic 2015 - 19:38

CATANIA - Un piano di rientro di cui si teme la tenuta, un patto per la città metropolitana contenuto nel Masterplan per il Mezzogiorno che appare una grande opportunità, ma su cui bisogna avviare subito un confronto con le parti sociali e le imprese.

Non mette affatto tranquillità la descrizione di Catania fatta da Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl etnea, in occasione dell’incontro con i segretari delle federazioni sindacali e i responsabili dei servizi fiscali e previdenziali della Cisl catanese.

«La situazione socioeconomica complessiva, in Sicilia come a Catania, continua a essere preoccupante – dichiara Rotolo –. Siamo preoccupati per la tenuta del piano di rientro del Comune di Catania, ma soprattutto per la mancanza di prospettive per interventi di sviluppo che facciano ripartire il mercato del lavoro. Eppure Catania ha potenzialità per risollevarsi anche se persistono storture di sistema che ancora lo impediscono».

Una prospettiva concreta potrebbe essere offerta, secondo la segreteria della Cisl catanese, proprio dal Masterplan per il mezzogiorno preparato dal governo regionale.

Il Masterplan contiene un patto per la Sicilia e un patto per Catania, in quanto città metropolitana – spiega Rotolo – e può davvero rappresentare un’opportunità, soprattutto perché consentirebbe interventi per attirare risorse comunitarie a sostegno delle produzioni di eccellenza del nostro territorio, di nuova progettualità legata alle infrastrutture ancora da realizzare, di innesco di processi di occupazione e sviluppo non solo per il tessuto locale, ma anche in chiave di Area Vasta».

Ma stando alle parole della segretaria, i problemi non si limitano solo alle infrastrutture ma comprendono anche altre realtà come “i servizi pubblici da ristrutturare, la raccolta dei rifiuti e le fognature, ci sono le risorse per il dissesto idrogeologico già deliberate dal CIPE, nonché un’area industriale da rivitalizzare“.

La zona industriale, in particolare, ospite di multinazionali, versa in uno stato di totale abbandono e, per la Rotolo, ciò non è assolutamente accettabile: “Dovrebbe essere una vetrina del territorio per attrarre nuove realtà capaci di dare lavoro e invece finisce per tenerle lontano per le condizioni di degrado“.

«Ecco perché – conclude la segretaria – diventa importante avviare un confronto tra la città metropolitana e il governo nazionale sui contenuti del patto per Catania, che devono vedere protagonisti le istituzioni a fianco di chi rappresenta i lavoratori e senza dimenticare le imprese».

Anche Mimmo Milazzo, segretario regionale della Cisl, sottolinea la necessità di un grande piano infrastrutturale per l’intera Sicilia:

«La questione economica è il nodo centrale, ma non bisogna andare a Roma col cappello in mano. Occorre un accordo Stato-Regione per riportare in Sicilia le risorse dovute dallo Stato. Per questo abbiamo ritenuto un errore l’accordo del 2014 per rinunciare al contenzioso con lo Stato e lo riteniamo ancor più oggi, alla luce del pronunciamento della Corte costituzionale».

Daniela Torrisi



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