Immigrazione

Circa 600 sbarcano al porto di Trapani: il 10% sono minori non accompagnati

Migranti trasbordati su nave Aquarius da Marina militare italiana
30 giu 2016 - 16:09

TRAPANI - Sono 578 i migranti sbarcati questa mattina nel porto di Trapani aiutati da SOS Mediterranee che si è presa cura di loro dal giorno del primo soccorso in mare.

 A bordo della nave erano presenti 111 migranti salvati dai soccorritori di SOS Mediterranee e 467 trasbordati da una nave della Marina Militare italiana. I soccorsi sono avvenuti martedì durante una intensa attività di migrazione nel Mar Mediterraneo.

Il primo soccorso è avvenuto la mattina del 28 giugno, mentre le unità navali del dispositivo EunavforMed operavano altri salvataggi. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno sono state trasbordate sulla nave Aquarius, come richiesto dalla Centrale Operativa delle Capitanerie di Porto, 81 persone e a seguire altre 118 e successivamente ulteriori 268 per un totale di 467 persone affidate alla Ong dalla Marina Militare.

Al termine del trasbordo SOS Mediterranee ha ricevuto disposizioni dalla stessa Centrale Operativa per condurre le persone salvate nel porto siciliano di Trapani.

Tra i migranti a bordo della nave Aquarius risultano ben 62 minori non accompagnati. Più del 10% del numero complessivo di migranti. Singolare anche la massiccia presenza di migranti provenienti dalla Nigeria: ben 420 su 578.

Circa il 73% di essi proviene da un Paese attualmente dilaniato da conflitti interni e dal dilagante Boko Haram. Quest’ultima, organizzazione criminale priva di scrupoli, sarebbe la causa principale della migrazione di giovani nigeriani.

Come testimoniato da una coppia di sorelline a cui sarebbero stati uccisi entrambi i genitori, l’unica via per la salvezza da Boko Haram sarebbe appunto quella di lasciare il paese come loro dichiarano di aver fatto.

Sui 79 minori a bordo della Aquarius ben 63 risultano senza genitori o parenti adulti. Oltre alla massiccia componente nigeriana, risultano sempre in notevole percentuale cittadini del Mali, del Ghana, del Gambia e della Costa d’Avorio. I dati statistici sulle nazionalità di provenienza evidenziano i Paesi attualmente esposti a grave rischio umanitario.

Carlo Marino



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