Sanità

Chiude l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto: nessuna notizia per i 30 internati

opg
30 mar 2015 - 08:40

BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Domani chiuderà i battenti, per legge, l’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto e non si sa ancora dove andranno i circa 30 internati, che hanno commesso, nella maggior parte dei casi, reati contro la persona, sono affetti da gravi disturbi psichici e che, per motivi di residenza, fanno riferimento all’Asp di Palermo.

“Come misura alternativa all’Opg era prevista la costruzione di una Rems (residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) nella provincia di Trapani – dichiara Gaetano Mazzola, segretario aziendale della Cisl Fp Palermo Trapani all’Asp di Palermo – ma i lavori non sono mai partiti. Il risultato è che da domani nessuno sa dove andranno queste persone, che hanno commesso reati gravi e che, per il 50%, sono giudicate tecnicamente ‘indimissibili’ a causa delle patologie psichiatriche che presentano. Fra gli internati all’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto, c’è ad esempio, Fabio Conti Tozzo che nel 2009, davanti alla stazione centrale di Palermo, aggredì a martellate due anziani, riducendoli in fin di vita. Lui ed altri in condizioni simili, internati fino ad oggi all’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto – aggiunge Mazzola – da domani saranno liberi di girare per le nostre città con i rischi che ne conseguiranno per la popolazione o saranno destinati alle Comunità terapeutiche assistite (Cta), con altri rischi per il personale medico e sanitario e per gli altri utenti”.

A novembre del 2014 la Cisl Fp Palermo Trapani ha organizzato all’Asp di Palermo, un seminario sulla salute mentale per sensibilizzare la direzione generale dell’azienda su un tema che potrebbe trasformarsi in una bomba sociale. “I vertici aziendali – continua Mazzola – hanno ignorato il problema e oggi che l’emergenza è alle porte, nessuno dice cosa fare per arginarla. Si pensa di scaricare tutto il problema sulle spalle dei medici e del personale sanitario, che dovrebbero occuparsi anche di garantire le misure di sicurezza, trattandosi di soggetti oggetto di misure cautelari?”.

“Chiediamo al direttore generale, Antonino Candela - conclude Mazzola – di convocare con urgenza i sindacati per pianificare interventi immediati e adottare provvedimenti a tutela del personale sanitario e medico, che dovrà farsi carico dell’assistenza di questi soggetti. Lo sollecitiamo a farsi portavoce all’assessorato regionale alla Salute dell’esigenza di realizzare in tempi brevissimi la Rems di Trapani, perché occorrono azioni durature e non misure tampone”.

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Redazione NewSicilia



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