Polizia

Chiede di ritirare 80 milioni di euro dal suo libretto all’ufficio postale…

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16 lug 2016 - 16:55

CATANIA - Capita, ogni tanto, di veder ripassare in tv uno di quei film in bianco e nero, ambientati in un’Italia anni ’50, ingenua e non ancora disincantata, in cui i poliziotti di Commissariato si trovano alle prese con truffatori dall’estro fantasioso, con dei risvolti comici che sono senz’altro assicurati.

Ma quale regista avrebbe mai pensato di inscenare un versamento su un libretto postale di ben 80 milioni di euro? Una cifra che ben avrebbe potuto risanare le casse di una pubblica amministrazione e che nelle mani di chicchessia avrebbe certamente suscitato più di un dubbio.

E più di un dubbio deve aver avuto il direttore dell’Ufficio postale di San Giovanni Galermo il quale, lo scorso 12 luglio, si è trovato davanti una giovane donna che, mostrando con nonchalance un libretto postale, richiedeva il rilascio di una carta del medesimo libretto: uno strumento che le avrebbe permesso di ritirare il denaro contante. Fatto sta, che la cifra riportata dal prezioso documento aveva ben sette zeri!

La chiamata al 113, da parte del direttore dell’Ufficio postale, è stata istantanea, e altrettanto istantaneamente sono intervenuti i poliziotti del Commissariato di Nesima che hanno subito sospettato che il titolo creditizio fosse falso. Invece no, era tutto perfettamente vero.

Ciò che non è risultato genuino, invece, è stato l’ingente versamento, effettuato un mese prima presso un Ufficio Postale del centro città che riscontrava numerosissime irregolarità tempestivamente colte dagli agenti.

La donna è stata accompagnata in Commissariato dove è venuta fuori una storia ancora più surreale: gli ottanta milioni di euro sarebbero stati, infatti, un gentile “regalo” di un sedicente professionista il quale avrebbe fatto omaggio alla donna di quella che per lui sarebbe stata una cifra normale, per aiutarla a far fronte alle difficili condizioni economiche e familiari.

Una bella favola, se non fosse per il fatto che l’uomo ha alle sue spalle precedenti di polizia per truffa, insolvenza fraudolenta, falsità in scrittura privata e altro.

Entrambi i soggetti sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria per il reato di falsità materiale e l’intera vicenda è stata messa nelle mani del Magistrato. Il libretto, ovviamente, è stato posto sotto sequestro.

Redazione NewSicilia



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