Denuncia

Cgil: “Troppe barriere architettoniche. Fce si mostri più sensibile verso i disabili”

Copia di ctborgo stazione partenza
6 mag 2016 - 18:57

CATANIA – “Disabilità e barriere architettoniche”. Sembrerebbe un binomio atavico, retaggio di un passato ormai lontano, ma purtroppo ancora oggi risulta motivo di grande attualità e di accesi dibattiti.

Nel capoluogo etneo sono la Cgil e la Filt Cgil che fanno sentire la loro voce per denunciare gravi irregolarità e ingiustizie.

A causa di ascensori mai messi in funzione e di importanti barriere architettoniche, ai diversamente abili non è data la possibilità di usufruire né della metropolitana, né dei servizi della Ferrovia Circumetnea. 

Gli ascensori della metropolitana, oggi fatiscenti e inutilizzabili, sono stati progettati, a norma di legge, intorno agli anni ’70- ’80, ma già nell’anno dell’inaugurazione, il lontano 1999, risultavano non più idonei all’uso, poiché la legge che regola la materia era già stata modificata.

Motivo che suscita la sentita protesta di Giacomo Rota, segretario generale della Cgil, di Alessandro Grasso, segretario generale del sindacato dei trasporti della Cgil di Catania e Fabrizio D’Aprile, dell’Ufficio H della Cgil, che in una nota scrivono:

Ma com’è possibile che in 17 anni gli ascensori non siano stati adeguati alle nuove normative? Come può essere che un’opera inaugurata nel 1999 non abbia previsto l’abolizione delle barriere architettoniche come prevede la legge 13 del 1989? La metropolitana di Catania risulterebbe in regola solo formalmente, poiché a suo tempo furono previsti e realizzati gli ascensori in ogni fermata. Peccato che non siano mai stati messi in funzione“.

Ma gli ostacoli per i diversamente abili non finiscono qui.

Secondo quanto comunicato da Cgil e Filt Cgil, i disabili non possono inoltre usufruire né del servizio ferroviario extraurbano, cioè treni di superficie, né degli autobus gestiti dalla Ferrovia Circumetnea. 

Il perché di simili disagi risiede nella mancanza  degli scivoli necessari per accedere ai mezzi di trasporto nelle diverse stazioni che si snodano intorno all’Etna e alle fermate dei bus.

Tutti questi fattori di irragionevole persistenza in una società “moderna”, o che dir si voglia tale, culminano nella richiesta alla Ferrovia Circumetnea di mostrarsi più sensibile nei confronti dei disabili e di dare loro la possibilità di usufruire di questo servizio pubblico negato ingiustamente.

Ma Cgil e Filt Cgil si mostrano interessate anche ad altre problematiche legate alla salute dei passeggeri dei treni della FCE, costretti a respirare un’aria insalubre dovuta alle emissioni dei fumi di scarico delle automotrici elettrodiesel.

Numerose segnalazioni da parte degli utenti ci informano che nelle ore di maggiore frequenza dei treni l’aria è irrespirabile con nubi di fumo ben visibili – affermano Rota, Grasso e D’Aprile -. Ci chiediamo com’è possibile che all’interno di gallerie di recentissima realizzazione e, quindi sicuramente dotate di sistemi di aspirazione dei fumi, sia presente un problema così grave e dannoso sia agli utenti che ai lavoratori”.

Queste gallerie, realizzate negli ultimi anni in base ad un progetto di ammodernamento, permettono ai treni della FCE di attraversare sotterraneamente i centri abitati di Santa Maria di Licodia, Biancavilla ed Adrano, ma nascondono un evidente paradosso.

Se da un lato sono state previste diverse stazioni interrate moderne e funzionali che permettono agli utenti di accedervi tramite scale mobili e ascensori regolarmente funzionanti, dall’altro mancano le giuste misure per prevenire il grave problema dei fumi inquinanti.

Insomma, sembra vigere il sistema del nonsense e a quanto pare, purtroppo, il binomio imperfetto continuerà a lungo a far parlare di sé. 

Daniela Torrisi



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