Iniziativa

Cgil di Catania apre sportelli per cittadini indebitati

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17 nov 2015 - 18:41

CATANIA - La Cgil di Catania, in convenzione con l’associazione “Diritti del debitore”, ha lanciato dei nuovi “Sportelli di assistenza e di tutela per le famiglie in condizioni di sovraindebitamento” che, a causa dei troppi debiti, non riescono più a gestire la propria vita.

Secondo quanto dichiarato dalla Banca d’Italia, il servizio è adatto alla collettività per le condizioni di indebitamento delle famiglie italiane che, in questi tempi difficili, ammontano al 60%.  Nello specifico, a Catania, i casa di sovraindebitamento sono in aumento e, soprattutto, gli interessati, non hanno grandi aiuti concreti attraverso dei percorsi giuridici (legge 3/2012). La norma, in realtà, prevede la possibilità di stilare accordi di ristrutturazione dei debiti e soddisfacimento dei crediti. Per questa ragione, la Cgil di Catania, ha deciso di stilare una convenzione con l’associazione “Diritti del debitore” istituendo l’apertura di sportelli in alcune sedi delle camere del lavoro etnee.

Il servizio è stato presentato stamani dal segretario generale della Cgil di Catania, Giacomo Rota, dal segretario confederale, Alfio Mannino, dalla coordinatrice dello sportello, Rosaria Leonardi e da Tuccio Alessandro, in qualità di presidente dell’associazione “I Diritti del Debitore”.

La coordinatrice, Rosaria Leonardi, ha così spiegato: “Per sovraindebitamento si intende una situazione di definitiva incapacità del debitore di adempiere con regolarità alle proprie obbligazioni, perché basta poco per perdere ogni cosa, come può avvenire per il lavoro. E nel giro di pochi giorni diventa impossibile pagare il mutuo o la rata della macchina. Anche i prodotti bancari spesso sono causa di sovraindebitamenti; basti pensare oltre a prestiti e mutui spesso a tassi elevati, anche alle carte revolving con interessi che sfiorano l’anatocismo, o alla cessione del quinto”.

L’indebitamento “non colpevole” colpisce sempre più famiglie e, spesso, per vergogna o timore, si preferisce vivere di stenti o chiedere ulteriori finanziamenti per sanare i propri debiti non riuscendo, così, ad uscire da un vortice di problemi economici che, a lungo andare, non si riescono più a gestire.

Il segretario generale, Giacomo Rota, ha spiegato come “il ricorso alla legge 3 non copre di certo coloro che non vogliono pagare ma serve per tutelare gli onesti che non possono pagare. Una differenza sostanziale che deve far comprendere lo spirito della legge e che la Cgil abbraccia in pieno, rispettando una delle sue missioni: tutelare le fasce più deboli. La norma vuole fornire un aiuto alla vita civica del Paese, perché salvare le persone dall’incubo dei debiti significa anche combattere l’usura  che proprio in questi momenti di disperazione bussa alle porte di chi non ha più nulla. È anche una grande opportunità  per i creditori perché garantisce loro di poter comunque ottenere, anche se parzialmente, il pagamento di quanto dovuto; impegno che, in caso contrario, potrebbe  non essere per nulla onorato”.

Nello specifico, la legge 3 del 27 gennaio 2012, intende per “sovraindebitamento”, una “situazione perdurante di squilibrio tra gli obblighi assunti ed il proprio patrimonio prontamente liquidabile, nonché la definitiva incapacità di adempiere regolarmente ai propri obblighi”. 

La soluzione sostanziale consiste nella possibilità, da parte dell’indebitato, di richiedere un accordo con i creditori (riservato ai soggetti non fallibili titolari di partita Iva che deve essere approvato dai creditori) o un piano del consumatore (riservato alle persone fisiche per debiti estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta). Tale procedura non prevede il voto dei creditori e, se approvata dal giudice, è comunque vincolante per tutti; una richiesta di liquidazione del patrimonio. 

La richiesta, soprattutto, può essere effettuata da quei cittadini che non riescono a pagare le rate di un finanziamento o di un mutuo non per loro volontà ma perchè impossibilitati economicamente.

Gli sportelli saranno attivati nelle Camere del lavoro di Catania, Acireale, Adrano e Giarre. In particolar modo, a Catania, i cittadini interessati potranno avvalersi del servizio negli uffici di Piazza Dante 13 ogni martedì mattina dalle 9,00 alle 13,00 con referente Veronica Salerno. Il martedì pomeriggio dalle 16,00 alle 19,00 potranno recarsi ad Acireale in Via Carpinati 2, con il referente Turi Siracusa. Ad Adrano in Via Catena 23, con referente Emanuela Pastanella. A Giarre, invece, in Via Garibaldi 7, con referente Irene Leotta

Rossana Nicolosi



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