Sblocco

Cesame, via libera della Regione ai fondi per la riapertura

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21 dic 2015 - 09:21

CATANIA - Arrivano notizie importanti da palazzo dei Normanni dove la Regione Siciliana ha reso noto il decreto di finanziamento per i lavori di ristrutturazione della cooperativa Cesame di Catania. L’atto sarà notificato entro Natale alla Corte dei Conti che, dopo averlo esaminato, potrà dare il definitivo via libera. L’ultimo passaggio burocratico sarà la sottoscrizione del’accordo di programma tra la Regione e l’azienda che dovrebbe verosimilmente realizzarsi nei primi giorni del prossimo anno. A quel punto verranno erogati i fondi che porteranno alla ristrutturazione della fabbrica che dovrebbero concludersi in circa dodici mesi. Il finanziamento regionale prevede una cifra di cinque milioni di euro. 

Sulla vicenda si è pronunciato l’ex presidente della cooperativa Sergio Magnanti: “In questo momento provo due differenti sensazioni. Una parte di me gioisce per lo sblocco dei fondi ma un’altra prova rabbia per gli oltre cinque anni impiegati dalla Regione per prendere tale provvedimento, sacrificando di fatto, soldi dei soci/dipendenti della Cesame. Adesso l’unica cosa che importa è che si riesca a mantenere i tempi previsti riuscendo a riaprire i battenti e riavviare la produzione entro un anno. Inizialmente - conclude Magnanti - saranno coinvolti solo i 77 dipendenti che avevano perso il lavoro per la chiusura della cooperativa, ma se il mercato ci permetterà di farlo, saremo pronti anche ad effettuare nuove assunzioni“.

Soddisfazione espressa anche dai sindacati dei lavoratori Flictem e Cgil che hanno commentato:A dispetto della grande volontà dei lavoratori di ripartire in tempi brevi sono trascorsi anni di inattività in cui, paradossalmente, la Cesame continua ad avere mercato con richieste nazionali ed estere, commesse potenzialmente già pronte per essere avviate. Ma in questi ultimi anni le potenzialità sono rimaste tali per la lentezza delle procedure burocratiche. Abbiamo superato - concludono i sindacati - la fase di latenza e finalmente potremo percorrere speditamente il percorso della certezza e della concretezza di un progetto di grande eccellenza“.

L’azienda Cesame, chiusa nel 2007, è stata al centro di un vero e proprio vortice giudiziario. Subito dopo la chiusura il tribunale etneo aveva dichiarato l’apertura della procedura di amministrazione straordinaria. Venne designato come amministratore straordinario Giovanni Fiori che tentò inutilmente di risanare l’azienda.

Nel 2005 Fiori propone alla Mit.Fin. spa l’operazione di vendita della Cesame, la società si dichiarò disponibile, subordinando la cessione all’accoglimento di un progetto industriale elaborato dalla Forex srl. Per avviare il progetto fu nominato Antonino Santoro. Nella relazione inviata al ministero Fiori allegò il bilancio previsionale per il primo anno di esercizio, indicando un passivo di 1,6 milioni di euro.

Il 10 ottobre del 2005 venne raggiunto l’accordo tra società venditrice e acquirente, che accettò il trasferimento di 130 dipendenti nella nuova compagnia. La società acquirente si impegnava a prevedere un piano di investimenti da 3,8 milioni di euro

Sotto la gestione Santoro venne costituita la holding Cesame Group, con la Cesame Trade Mark che si occupa dell’area ceramica/piastrelle, Cesame immobiliare, che gestiva il capannone, per il quale e Cesame industriale, l’unità produttiva, all’acquisto della quale si era interessata una multinazionale turca. Nel 2006 la rottura con le organizzazioni sindacali divenne profonda e il fondo americano interessato all’investimento si defilò. 

Da quel momento solo buio nella vicenda Cesame che da oggi, però, potrebbe tornare a vedere la luce tornando ad essere una delle aziende leader siciliane.

Santi Liggieri



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