Vertenza

Catania, vicenda Myrmex: precisazioni dello Iom

Myrmex
14 giu 2015 - 17:17

CATANIA - In riferimento a quanto detto in questi giorni in relazione al caso Myrmex (per maggiori informazioni clicca qui) interviene lo Iom, l’Istituto oncologico del Mediterraneo, con alcune precisazioni che correttamente pubblichiamo in maniera integrale.

Riteniamo che non vi sia una comprensione totalmente corretta della situazione attuale del progetto di ricerca e del conseguente rapporto tra Myrmex e IOM (Istituto oncologico del Mediterraneo). Pertanto riassumiamo gli elementi fondamentali per una chiara visione dello scenario complessivo, con un livello di dettaglio che rispetti i necessari obblighi di privacy esistenti nel partenariato. Il progetto di ricerca coinvolge – oltre a Myrmex e IOM – numerose altre università ed istituti del CNR e centri di ricerca, e si trova nella fase finale, stante che la sua conclusione dovrà avvenire al massimo entro la fine del corrente anno 2015. Per maggiore completezza elenchiamo i partners: Myrmex, CNR IBB (Cip. Scienze Chim. E Tecnol. dei materiali), BIOGEM Scarl, Università degli Studi di Catanzaro, Università degli Studi di Catania, Università degli Studi di Palermo, Consorzio CRIOMM (Consorzio di Ricerca ed Innovazione in Oncologia e Medicina tra Istituto Superiore di Sanità e Istituto Oncologico del Mediterraneo), C.I.R.C.M.S.B (Cons. Intruniv. Ricerca in Chimica dei Metalli nei Sistemi). La responsabilità del progetto è solidale, nel senso che la mancata conclusione delle attività previste coinvolge non solo il partner direttamente interessato, ma l’intero partenariato; ne segue che una mancata o inesatta conclusione delle attività potrebbe avere conseguenze negative su tutti i partecipanti del progetto. Le conseguenze dannose che potrebbero derivare dalla mancata conclusione del progetto sono davvero rilevanti per l’intero partenariato, sia per gli aspetti economici che per i risultati scientifici. La situazione tecnico-operativa attuale del Laboratorio Myrmex non consente di sviluppare le attività previste nella fase finale del progetto perché sono tuttora presenti dei lavori strutturali e impiantistici e manca la fine dei lavori. La necessità di trovare una soluzione alla impossibilità di Myrmex di portare a termine le proprie attività presso il laboratorio della Zona Industriale di Catania è stata affrontata da tutti i partner in una riunione nell’agosto del 2014. In quella sede Myrmex ha illustrato la propria situazione tecnico-operativa ed autorizzativa ed all’unanimità si è convenuto di adottare la soluzione che oggi è in fase di avvio: ne segue che la soluzione prescelta risponde ad una decisione unanime del partenariato e non ad una scelta unilaterale della sola Myrmex e tantomeno di IOM. La soluzione unanimemente adottata è l’unica che consente al personale Myrmex di valorizzare le proprie capacità ed esperienze, sviluppando direttamente le ricerche a Viagrande nel prossimo semestre sino alla conclusione del progetto, con la fruizione di alcuni servizi specialistici erogati da IOM che possiede le necessarie ed indispensabili autorizzazioni ministeriali. Questa soluzione è già stata illustrata nella richiesta di rimodulazione del progetto presentata al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed ha ricevuto parere positivo da parte dell’esperto scientifico nominato dal Ministero. IOM possiede le autorizzazioni specifiche, inoltre è in grado di fornire servizi di assistenza tecnica e supporto operativo di alto livello per la positiva conclusione del progetto. IOM non opererà come esecutore delle attività previste nel progetto a carico di Myrmex, ma queste saranno invece svolte direttamente da personale Myrmex a Viagrande con l’impiego dei servizi di supporto forniti da IOM. Questa soluzione consente proprio di valorizzare al massimo le risorse umane e professionali di Myrmex che – richiamate dalla Cassa Integrazione – svilupperanno tutte le fasi conclusive della ricerca. Anche nei confronti del Ministero queste attività verranno quindi rendicontate da Myrmex come soggetto esecutore diretto della ricerca, indicando tra i costi sostenuti – oltre a quello del proprio personale – il rimborso dei servizi prestati da IOM ( servizi che non possono essere fruiti nel laboratorio Myrmex sia per le attuali carenze tecnico-operative che per mancanza di autorizzazioni ministeriali). Quindi non si può parlare di intermediazione di manodopera. Riteniamo che il completamento del progetto sia un obiettivo assolutamente condivisibile specialmente nell’ottica di evitare conseguenze pregiudizievoli sia sotto l’aspetto scientifico che economico a tutto il partenariato, di cui come detto fanno parte anche università, CNR e altre istituzioni di ricerca“.

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Redazione NewSicilia



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