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Catania, stop alla discoteca di via Gisira: mancano autorizzazioni

gisira
2 apr 2015 - 18:39

CATANIA - Stop alla musica: mancano le autorizzazioni, c’è inquinamento acustico e vi sono residui di amianto. È una vittoria totale quella del comitato dell’Indirizzo che da mesi denuncia le condizioni in cui sono costretti a vivere i residenti del centro storico a causa della discoteca Supercinema Vittoria di via Gisira.

L’ordinanza in merito è stata firmata nella giornata di oggi. Dopo svariate lettere aperte, denunce e appelli gli abitanti hanno ritrovato la quiete perduta non senza un ritardo delle istituzioni.

Adesso – dopo aver appurato che il locale produceva un forte inquinamento acustico – è arrivata l’ordinanza con cui si diffida la proprietà “dal proseguire l’attività nell’immobile in oggetto indicato, fino a che non avrà provveduto ad adempiere alle prescrizioni intimate e quindi ad eliminare gli inconvenienti lamentati nel pieno rispetto della vigente normativa”.

“Abbiamo verificato - ha detto l’assessore D’Agata - con scrupolo tutti i vari aspetti normativi, con la dovuta attenzione e nei tempi previsti, tenuto conto che gli enti e le autorità coinvolte in vicende simili sono numerosi. Senza clamore abbiamo constatato i problemi dell’attività e dell’immobile, sempre nel pieno interesse dei residenti e dei cittadini”.

L’amministrazione comunale, per l’esattezza la Direzione Ecologia e Ambiente, nello scorso mese di febbraio aveva intimato alla proprietà di produrre una relazione comprovante la realizzazione di una serie di interventi di insonorizzazione atti ad eliminare la causa del superamento dei valori acustici all’interno delle abitazioni limitrofe al locale.

Questi valori erano stati rilevati dai tecnici dell’Arpa. L’ordinanza era stata notificata il 21 febbraio scorso. Sono passati i 30 giorni previsti dalla legge ma nessuna risposta è arrivata agli uffici comunali. Ulteriori verifiche hanno intanto accertato che l’immobile utilizzato dalla ditta, oggetto di lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e scala interna, non è in possesso del certificato di agibilità che è stato richiesto solamente il 25 marzo 2015.

L’attività è quindi senza la necessaria certificazione di legge che attesti la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti che vi siano eventualmente installati. Inoltre, nel modello della Dia (Denunzia inizio attività) Sanitaria, presentato il 19 novembre 2014, gli estremi di denuncia dello scarico che vi sono riportati sono stati aggiunti a penna successivamente.

Quindi al momento della presentazione della Dia Sanitaria mancava questo requisito essenziale. Per di più, la relazione dell’Asp di Catania del 19 gennaio 2015, redatta dai tecnici della prevenzione dopo i sopralluoghi del 14 e del 16 gennaio 2015, attesta “con ragionevole certezza la presenza di coperture in cemento-amianto e ne ha disposto la bonifica e la messa in sicurezza”. La ditta ha comunicato di avere incaricato un laboratorio specializzato per valutare lo stato di conservazione delle lastre di cemento amianto, ma ancora nessun risultato è stato trasmesso agli uffici competenti. Infine non risulta neppure che siano stati presentati sia i progetti relativi al risparmio energetico sia quelli per gli impianti.

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Andrea Sessa



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