Iniziativa

Catania, al carcere Bicocca lezioni “masterchef” ai detenuti

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10 mar 2016 - 19:08

CATANIA - Saranno dedicate alla pasta fresca all’uovo e ai primi patti espressi le prossime lezioni dello chef Pietro D’Agostino rivolte agli allievi dell’istituto alberghiero Karol Wojtyla di Catania, detenuti nel carcere di massima sicurezza Bicocca.

Il ‘prof’ D’Agostino ha rinnovato, infatti, la sua disponibilità per un nuovo ciclo di lezioni in programma i prossimi 14 marzo, 4 aprile, 20 aprile e 9 maggio. Si tratta di un’iniziativa voluta dalla dirigente scolastica dell’Istituto alberghiero Daniela Di Piazza, resa possibile grazie alla disponibilità del direttore del penitenziario Giovanni Rizza e del team dell’area didattica, coordinato da Maurizio Battaglia.

Del corpo docenti in servizio a Bicocca fanno parte anche Giuseppe Valore, che ne è il coordinatore, Rosario Torrisi, Giuseppe Rapisarda, Giovanni Bruno ed Enzo Scibilia. Un invito che lo chef D’Agostino, ambasciatore della cucina siciliana nel mondo, ha raccolto con grande entusiasmo, da sempre attento ad utilizzare il linguaggio del cibo per parlare anche di solidarietà e impegno sociale.

Sono momenti di confronto fondamentali - commenta D’Agostino – per chi si trova ristretto in una cella per scontare lunghe pene detentive”. Aldilà della tavola imbandita con prelibatezze d’autore, l’iniziativa ha un enorme valore simbolico.

“Con i ragazzi abbiamo già avuto una prima splendida esperienza lo scorso dicembre quando abbiamo organizzato un pranzo di Natale, si è fatto un bellissimo lavoro di squadra – ricorda Pietro D’Agostino - ognuno si è impegnato per ottenere il risultato che c’eravamo prefissi. È senz’altro un momento di crescita, di formazione professionale a tutti gli effetti per mostrare loro come funziona il mondo dell’alta ristorazione”.

Al carcere di Bicocca circa 75 detenuti, con una media di 30 anni, frequentano le lezioni dell’istituto alberghiero Karol Wojtyla all’interno del penitenziario Bicocca, essi rappresentano un terzo del numero complessivo dei detenuti che hanno deciso di acquisire un titolo di studio superiore.

“Dopo undici anni di continuità possiamo dire che i risultati ci sono stati e non è stato facile – commenta il responsabile area educativa di Bicocca, Maurizio Battaglia – soprattutto perché all’interno di un carcere dobbiamo fare i conti con una percentuale molto elevata di dispersione scolastica. Ma con l’alberghiero ci attestiamo su una trentina di alunni per la prima e seconda classe e una decina alla terza è senz’altro un partner privilegiato”

Redazione NewSicilia



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