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Catania, sospese sei ditte: nessun rispetto della sicurezza e dei diritti dei lavoratori

finanza
24 lug 2015 - 12:52

CATANIA – Sono sei le ditte sospese sulle quattordici poste sotto controllo, tra Paternò, Calatabiano, Trecastagni, Sant’Alfio e Acireale, dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro e del comando provinciale. Cantieri edili che non rispettavano le basilari norme di sicurezza, sembra un cliché e invece si tratta dell’amara fotografia della realtà e che imponevano ai lavoratori condizioni disumane.

Se è vero che, nel capoluogo etneo, il giro del malaffare non si ferma mai, è altrettanto vero che continua ininterrotta la lotta senza quartiere al lavoro nero e i controlli di prevenzione in edilizia. 

Dodici, quindi, i lavoratori in nero sui diciannove presenti al momento dei controlli e cinque lavoratori con contratti non corrispondenti a quelli nazionali del lavoro. Ecco il motivo della sospensione dell’attività imprenditoriali a cui sono state contestate sanzioni amministrative per 125 mila euro, undici ammende per 109 mila euro e da cui sono stati recuperati contributi dal valore di 292 mila euro.

Parliamo di cantieri edili in cui l’imprenditore non aveva osservato le norme di sicurezza come la mancata sorveglianza sanitaria, assente formazione o informazione dei lavoratori, nessuna installazione di impianto elettrico adeguato, niente servizi igenici idonei e dulcis in fundo, nessun parapetto nei ponteggi.

L’attività investigativa degli ultimi dieci giorni ha poi portato anche alla sospensione di chioschi bar oltre che ebanisteria nella zona di Acireale.

Per accedere nelle aziende un ruolo decisivo è stato ricoperto dall’assessorato al lavoro della regione siciliana che ha garantito l’iter della procedura.

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Vittoria Marletta



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