Sviluppo

Catania, seminario Cgil su fondi mai spesi e fondi in arrivo

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23 gen 2015 - 19:02

CATANIA - La Sicilia ha di certo raggiunto gli obiettivi di spesa per i fondi europei fissati dalla Programmazione scaduta nel 2013, ma i risultati sono stati insignificanti rispetto alla reale esigenza di contrastare la crisi. Ma guardando ai nuovi fondi, Catania potrebbe beneficiarne in qualità di città metropolitana. Lo segnala la Cgil che proprio stamattina ha organizzato il seminario “I fondi strutturali in Sicilia. Esperienza del passato e proposte per il futuro” .

I lavori sono stati introdotti da Rosaria Leonardi, responsabile Dipartimento confederale Pubblico impiego, e Alfio La Rosa, responsabile del Dipartimento ambiente e territorio della Cgil Sicilia, ha tenuto una relazione in due parti su l’evoluzione e l’attuazione della Programmazione comunitaria per la Sicilia 2007/2013, e la Programmazione comunitaria 2014/2020, fondi a gestione diretta e fondi strutturali. Sono seguiti gli interventi del segretario Sunia, Giusy Milazzo (“Esperienza sul ruolo del sindacato”) e dell’economista ed esperta della progettazione Osservatorio mediterraneo, Maria Grazia Scalia (“Esperienza su progettazione”).

In passato sono state perse molte opportunità – dice Rosaria Leonardianche per questo oggi abbiamo dedicato tempo e riflessione al tema Programmazione con i nostri dirigenti. Ma questa è anche un’occasione importante per sottolineare il ruolo del sindacato tra i partner sociali. Oggi segnaliamo le criticità della passata programmazione, che di certo non possono essere ripetute in questa nuova fase. Dalla crisi non si esce con i tagli, né col job Act o con leggi di stabilità, ma attraverso investimenti produttivi che i finanziamenti dell’Unione europea possono aiutare ad avviare con profitto nel nostro territorio“. E Catania?La nostra città ha a disposizione circa 100 milioni di euro perché è una città metropolitana tra le 14 individuate a livello nazionale ed è un centro meridionale. Per questo, può in concreto contare su più fondi rispetto ad una città come Milano, facendo le dovute proporzioni. Il ragionamento sui progetti per lo sviluppo per la città metropolitana, va condiviso tra gli attori sociali e le forze economiche della città. Bisognerebbe creare un partenariato diffuso in maniera tale che ci sia la consapevolezza da parte di tutti, nonché una certa capacità di proposte. Chiediamo che su questo tema si faccia un tavolo, per il confronto e per l’ideazione. Tutto invece è ancora molto nebuloso. I ritardi, la mancanza di idee, la progettazione e stentata, potrebbe costituire l’ennesima occasione per perdere ancora una volta i fondi“.

Ma vediamo qualche dato elaborato dalla Cgil Sicilia.

Analizzando i dati dei 3 Programmi Operativi Regionali (POR), il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, il Fondo Sociale Europeo e il Programma di Sviluppo Rurale è evidente come la performance positiva che ha consentito di non perdere ad oggi delle risorse, sia in gran parte dovuta all’ottimo risultato raggiunto sulla realizzazione di opere infrastrutturali, con l’eccezione della mancata realizzazione della banda larga ed ultra larga, verso le quali sono arrivate ulteriori risorse.

Pessimi, invece, i risultati raggiunti in merito alla promozione di nuovo sviluppo economico, in materia di tutela ambientale, efficienza energetica, energie rinnovabili, valorizzazione identità culturali, risorse paesaggistiche e ambientali, attrattività turistica, sviluppo urbano sostenibile. Si tratta di risorse allocate in quelle linee di intervento che avendo accumulato gravi ritardi nella spesa, si è deciso di dirottarle dai POR FESR e FSE (2.646.799.220 euro) verso il Piano di Azione e Coesione (PAC) Sicilia. Oggi, a causa di una norma della Legge nazionale di stabilità 2015, vengono “scippate” una parte di queste risorse per contribuire a finanziare gli sgravi contributivi per i nuovi assunti per un importo pari a 3,5 miliardi di euro, insieme ai Piani delle altre Regioni meridionali.

Entro il 31 dicembre 2015, la Sicilia dovrà certificare ulteriori 2.283.142.142,67 euro, di cui 1.895.131.937,28 (FESR) e 388.010.205,39 euro (FSE) ai quali si aggiungono altri 456.882081 euro (PSR) per un totale complessivo pari a 2.740.024.223,67 euro. Se aggiungiamo ai 7.590.083.428 euro delle risorse a disposizione della nuova Programmazione 2014/2020 otteniamo la cifra di 10.330.107.652 euro da dover spendere nei prossimi 9 anni (2015/2023).

Occorre individuare priorità strategiche per lo sviluppo dell’Isola, concentrando le risorse e riducendo al minimo il numero delle azioni, rispettare i requisiti richiesti dalla Commissione Europea (“condizionalità ex ante”) che consistono nell’elaborare Piani di settore di sviluppo e Piani di Rafforzamento Amministrativo (PRA) da attuare ancor prima dell’avvio del programma (prevedibilmente entro l’estate del 2015) – sottolinea Alfio La Rosa -. Necessita un forte investimento su conoscenza, sistema dell’istruzione e della formazione qualificata per la salvaguardia e il rafforzamento del ‘capitale sociale’ umano dai processi di depauperamento, connessi in particolare all’emigrazione ed alla lunga permanenza nella condizione di NEET o di disoccupazione strutturale. Occorre dare la massima attenzione agli strumenti di sviluppo locale partecipativi (Community Leading Local Development (CLLD) – Interventi Territoriali Integrati (ITI) – Approccio Leader attraverso i Gruppi di Azione Locale) puntando sulla strategia aree interne e l’agenda urbana, indispensabili strumenti di programmazione partecipativa in grado di produrre efficaci progetti territoriali integrati di sviluppo“.

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Redazione NewSicilia



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