Degrado

Catania, riqualifica di Piazza Iolanda: “Le telecamere punto di partenza”

Piazza Iolanda
14 dic 2015 - 17:38

CATANIA“Piazza Iolanda è sistematicamente vittima di atti vandalici e della mancanza di manutenzioni costanti. La conseguenza inevitabile è che la fontana centrale è stata trasformata in una pattumiera dove galleggiano bottiglie di plastica vuote e persino un pallone sgonfio”.

È così che inizia la denuncia del vice presidente della II municipalità Alessandro Campisi e della consigliera Adriana Patella. Il degrado della piazza è infatti, sotto gli occhi di tutti. 

Il liquido della fontana è, ad esempio, melmoso, denso e marrone o ancora la parte est, dove si trovano i cassonetti, è una vera e propria discarica.

Piazza Iolanda

“Molti volontari, che fanno parte dei locali comitati cittadini, si dicono pronti ad attivarsi per mantenere la cura e il decoro dell’area. È compito dell’amministrazione operare ed assicurare tutti i controlli necessari ad evitare che piazza Iolanda, soprattutto la sera, diventi un’area ‘off limits’ evitata da tutti”.

Nella denuncia si legge anche come sia considerata fondamentale la presenza delle forze dell’ordine, ma si nota che sarebbe utopico posizionare una pattuglia in ogni piazza.

“Come vice presidente della II municipalità, insieme alla consigliera Patella, proponiamo quindi di dotare i principali luoghi di aggregazione del nostro territorio di un sistema di video sorveglianza. L’amministrazione in passato ha già eliminato scritte offensive oppure sostituito l’arredo urbano danneggiato nelle nostre piazze. Il problema è che, senza vigilanza, i raid teppistici non si fermano con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

Piazza Iolanda

“Le telecamere sarebbero un buon punto di partenza ma per garantire un territorio più sicuro e vivibile è fondamentale la collaborazione dei cittadini per evitare il ripetersi di altri atti teppistici. Incontri e conferenze dei servizi potrebbero gettare le basi per una programmazione che possa permettere all’intero quartiere di riprendersi i propri spazi di aggregazione attraverso una forma di sicurezza partecipata”.

Redazione NewSicilia



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