Memoria

Catania ricorda Giuseppe Montana e Giovanni Lizzio, vittime della mafia “faro di luce e speranza”

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28 lug 2015 - 12:10

CATANIA - A trent’anni dalla scomparsa del commissario Giuseppe Montana per mano della mafia, la città si stringe nel ricordo di un uomo che ha dato la sua vita per la lotta alla criminalità e tracciato, con il suo esempio, un cammino fatto di legalità, impegno, professionalità e dedizione.

Oggi Catania ricorda anche un’altra vittima che condivide la stessa tragica sorte del commissario Montana: l’ispettore capo Giovanni Lizzio, scomparso in quell’agguato di 23 anni fa.

Due uomini accomunati dallo stesso destino ma soprattutto dallo stesso fervore nella lotta alle mafie che attanagliano la comunità siciliana.

Questa mattina, alla presenza delle massime autorità, del questore Marcello Cardona e del corpo di Polizia di Stato, è stata celebrata una messa in suffragio delle due vittime, officiata da don Luigi Ciotti e dal cappellano padre Salvatore Interlando alla chiesa di San Michele ai Minoriti di via Etnea.

 

“Beppe era una persona appassionata, dedita al lavoro. Una persona straordinaria il cui ricordo deve rimanere vivo e rappresentare un faro di luce e speranza. Dispiace vedere una modesta presenza delle istituzioni catanesi”. Con queste parole ha voluto ricordarlo il fratello.

Anche Sandro Pappalardo, coordinatore di Fratelli d’Italia per la Sicilia orientale ha voluto esprimere parole di solidarietà per il commissario Montana: “Oggi ricorre l’anniversario della morte di un valoroso uomo dello Stato, il capo della sezione Catturandi della mobile di Palermo Beppe Montana. A soli 34 anni aveva raggiunto risultati impareggiabili nella lotta alla mafia e per questo motivo ha pagato con la vita venendo barbaramente ucciso dalla stessa cosa nostra che stava mettendo al tappeto con importanti operazioni. Dall’omicidio Montana in poi l’escalation di uomini dello Stato caduti è stata terribile. Le strade della nostra Sicilia sono un cimitero a cielo aperto: troppi gli uomini e le donne uccise dalla Piovra. Beppe Montana continua con il suo esempio a illuminare il cammino dei siciliani onesti”.

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Marco Bua



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