Calcio

Catania, quale futuro ti attende? Se sarà Lega Pro, ecco le conseguenze

Manifestazione Tifosi Catania 27/06/2015 4
29 giu 2015 - 18:53

CATANIA - Le indagini relative all’inchiesta ‘I treni del gol’ confermano dubbi e perplessità tra i tifosi. A Catania regna il caos, il popolo rossoazzurro trema per il futuro della propria squadra, in attesa di conoscere il verdetto definitivo delle autorità competenti. Trema, ancora di più, perché non sa come si comporterà la proprietà successiva e sconosce ancora la composizione del nuovo Consiglio d’Amministrazione, non ancora formalizzata. A termini di regolamento, nel caso in cui venisse ufficialmente accertato l’illecito, sono due le ipotesi:

1.Ultimo posto in classifica del campionato di competenza, con la conseguente retrocessione in Lega Pro;

2.Esclusione dal campionato di competenza con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore.

Al momento, stando a come si sta evolvendo il caso Catania, la Giustizia sportiva potrebbe relegare la squadra dell’Elefante in Lega Pro infliggendo non pochi punti di penalizzazione. Questo a prescindere dall’eventuale pagamento dell’iscrizione al prossimo campionato di Serie B che scadrà domani, 30 giugno, con un’eventuale proroga al 15 luglio. Determinante, infatti, la responsabilità diretta. Diretta perché sono coinvolti nell’inchiesta i vertici del Calcio Catania. Le squadre in cui militano i giocatori corrotti, invece, pagherebbero per responsabilità oggettiva con punti di penalità e multe. Anche perché manca la diretta responsabilità dei club, almeno allo stato attuale.

In caso di Lega Pro che, lo ribadiamo, in questo momento rappresenta lo scenario più plausibile tendendo ad escludere la Serie D o peggio, il club etneo troverebbe però non poche difficoltà a ripartire. Anzitutto va sottolineato che, in Lega Pro, ogni squadra brucia 1,1 milioni a campionato. Inoltre il rapporto fra il costo del personale tesserato e il fatturato netto è al 78%, l’ingaggio medio di un calciatore di terza serie sfiora i 25mila euro annui lordi (24.910), contro i 76mila di uno di B e i 258mila di uno di A.

In C i ricavi da stadio sono la voce principale del bilancio. Tranne rare eccezioni virtuose, si resta aggrappati ai contributi che arrivano dall’alto, alle “briciole”, con il rischio assai concreto di andare in sofferenza finanziaria, come dimostrano gli accadimenti degli ultimi anni con numerose squadre penalizzate e sparite dal calcio professionistico. Molto complicato “sopravvivere” nel torneo di Lega Pro, dove ogni società ha costi di gestione annui elevati tra stipendi giocatori, staff tecnico e dipendenti, più viaggi e spese varie.

Ai fini dell’ottenimento della Licenza Nazionale le società devono versare la tassa di iscrizione pari a euro 35.000 (quota di associazione euro 5.000 + quota di partecipazione euro 30.000) +  euro 11.000 a favore della Calcio Servizi Lega Pro s.r.l. (per servizi e prestazioni da rendere a favore delle società sportive associate) per un totale di euro 46.000, oltre alla fornitura di una fideiussione bancaria pari a 600.000 euro.

Sullo sfondo, un futuro nebuloso per il Catania che, primariamente, dovrà assicurarsi di ripartire con una proprietà forte e solida alle spalle. Consapevole che al 99% non disputerà il prossimo campionato di Serie B, fermo restando che bisognerà attendere con calma e pazienza che la magistratura faccia luce sulla vicenda a 360 gradi.

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Livio Giannotta



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