Aggressione

Catania, “Non siamo mafiosi e neanche spacciatori”, si difendono i paninari

aggressione 15-10-14
15 ott 2014 - 06:15

CATANIA – “Queste accuse non possiamo sopportarle”, gridano a gran voce i paninari di via del Rotolo a Catania. “A tutto c’è un limite e non si deve esagerare. Il ciclista ci ha istigato e noi abbiamo reagito senza controllarci, questo è stato il nostro errore, ma mafiosi non siamo e neanche spacciatori”.

C’è rabbia fra questi commercianti catanesi alla luce di quello che è accaduto domenica sera al lungomare quando loro, insieme con altri esercenti, hanno chiuso i camion dei panini scendendo in strada per una protesta pacifica, ma che di pacifico non ha avuto proprio nulla.

“Nessuno è contro i ciclisti o la chiusura al traffico della zona - aggiungono -. Abbiamo anche noi le biciclette. Quel pomeriggio stavamo solo cercando di far capire all’assessore D’Agata e agli altri rappresentanti comunali che non dovrebbero solo chiudere al traffico ma anche organizzare fiere, sagre o concerti che possano attirare gente oltre ai ciclisti”.

Ieri mattina abbiamo intervistato Raffaele Lo Savio che ha subito l’aggressione ma come è giusto che sia in occasioni simili, di sera, siamo andati in via del Rotolo per sentire la campana opposta: quella dei paninari, che ricostruiscono cosi l’accaduto.

“Noi siamo padri di famiglia, paghiamo il suolo pubblico, circa 1.200 euro all’anno - racconta Cristaldi - e abbiamo anche dei dipendenti messi in regola. Ultimamente a causa di questa chiusura al traffico fine a se stessa, i nostri incassi si sono ridotti” e aggiunge “Domenica sera stavamo protestando in maniera pacifica quando sono arrivati questi ragazzi in bici e sui pattini. C’era la bicicletta di Raffaele Lo Savio con le casse e la musica a tutto volume. Diverse volte gli abbiamo chiesto di spostarsi e lo hanno fatto anche i vigili perché la radio era talmente alta che non riuscivamo ad ascoltare neanche cosa ci stavano dicendo i rappresentanti delle istituzioni”.

“Lo abbiamo trovato molto irrispettoso - incalza - e in un primo momento, anche se si stava arrivando allo scontro, tutto è rientrato subito perché abbiamo chiesto ai ragazzi di allontanarsi in quanto c’era la manifestazione in corso e loro lo hanno fatto. Dopo cinque minuti ce li siamo ritrovati nuovamente dietro con la musica a tutto volume. Hanno fatto almeno cinque giri e questo a noi è sembrata una provocazione bella e buona. Peraltro, mentre ci intervistavano le televisioni, loro passavano dietro e facevano le smorfie ridendo. Allucinante. Poi quando Lo Savio mi ha detto “sporco catanese” io mi sono imbestialito e gli ho dato uno schiaffo”.

Da questa frase, secondo le dichiarazioni di Cristaldi, si sarebbe scatenata la baraonda con spintoni e pugni e qualcuno ha perfino scaraventato una sedia di plastica sulla schiena del ventiquattrenne dopo che il ragazzo, invitato diverse volte ad allontanarsi, non avrebbe assecondato la richiesta.

I paninari a Catania sono più di duecento e in questo momento, però, sono nell’occhio del ciclone. In poco più di 48 ore, infatti, è nata anche una pagina Facebook con oltre settemila adepti che titola così: “Boicottiamo i paninari violenti del lungomare di Catania” e questa iniziativa non è stata assolutamente gradita da chi lavora nel settore che si è messo nelle mani dell’avvocato Salvatrice Sambataro.

facebook

“Io lavoro sedici ore al giorno e non sono una mafiosa altrimenti non sarei qui - racconta un’altra paninara - mi ha fatto davvero dispiacere leggere commenti del tipo “Speriamo che Chiudano e Muoiano dalla Fame Loro e i Loro Figli”. È vergognoso, io mi sento  umiliata. Non credo di essere la feccia della terra”.

“La nostra era una protesta autorizzata e non poteva finire peggio di così”, interviene un altro. “Tutti ci domandiamo una cosa: come mai il sindaco Bianco da noi non è venuto e un’ora dopo è andato a trovare il ragazzo in ospedale dicendogli che ora gli ricompra anche la bici?”.  

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Giorgia Mosca



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8 pensieri su “Catania, “Non siamo mafiosi e neanche spacciatori”, si difendono i…

  1. mirabellone

    Il Signor Cristaldi la dovrebbe raccontare giusta.
    1) una protesta pacifica al grido “cunnutu cu s’accatta la bici”…? Ma che senso ha?
    2) dopo” 5 minuti”?? E’ passata più di un’ora. Il corteo era finito..
    3) Il lungomare libero è lungo 2 KM e mezzo, quando finisci la strada che fai? Torni indietro no? Oppure si doveva aspettare che vostra Signoria desse il permesso di passare?
    4) Lo Savio non ha detto “sporco catanese” e i video lo attestano. Ha detto “questa è Catania” dopo che è stato attaccato violentemente SOTTO GLI OCCHI DI PUBBLICI UFFICIALI che, invece di fermarli, stavano con le mani in mano.

    Dica inoltre ai suoi colleghi che, se prima avevate problemi per 6 ore di blocco, adesso possono cercarsi un’altro lavoro, perchè hanno scatenato l’indignazione generale.

    Le do un consiglio: faccia un bel comunicato firmato in cui SI DISSOCIA TOTALMENTE DA QUELLO CHE E SUCCESSO..senza se e senza ma. E inviti i suoi colleghi a farlo…forse salverete il salvabile.

  2. Claudio Arena

    Ma come vi domandate perche’ Bianco e’ andato in ospedale e non da voi??? Secondo voi il sindaco doveva andare dagli aggressori e non dall’aggredito? Che figura ci avrebbe fatto, se non quella del mafioso?? Ha fatto benissimo. Posso credere che non tutti i paninari del lungomare sono mafiosi, o magari nessuno lo e’, ma non essere mafiosi non toglie che il comportamento e le parole usate sono da mafiosi: insulti, minaccie come “sappiamo chi sei”, e i video lo provano. Potreste avere “anche dipendenti messi in regola” (detto come se fosse un fatto speciale che ce ne sia anche qualcuno in regola!!), ma cioe’ non toglie che le persone sono libere di boicottare chi agisce in modo criminale. Potevate anche essere onesti, ma dopo quello che e’ successo, non potete neanche pensare di descrivervi con quelle parole. I video, al contrario di alcuni fatti inventati da voi, non mentono. Le parole usate, i comportamenti e la violenza sono li, per chiunque voglia guardare. Catania sarebbe un posto stupendo se i cittadini avessero la forza di non essere complici nella violenza. Tutti i paninari violenti sarebbero senza lavoro, tutte le candelore non avrebbero il pizzo per fare l’annacata, e i posteggiatori abusivi potrebbero morire di fame!

  3. Moira Sanfilippo

    Pagano 1200 euro l’anno per il suolo pubblico (e mica tutti) poverini!!! Ma quanto guadagnano al mese senza emettere neanche uno scontrino?? E che devono fare quelli che pagano 1000 euro di affitto al mese per un bar?? Per poi darne 800 ad ogni dipendente???
    Come non si vergognano a dire cose del genere??? Per giunta sottolineare “abbiamo anche DEI dipendenti messi in regola”

  4. Sasvo

    Per quel che mi riguarda non mangerò MAI più un panino dai paninari del lungomare di Catania…mi spiace per coloro che onestamente e civilmente lavorano ai quali dico di andare a protestare con chi si è reso colpevole di questo SCHIFO!

  5. Anlude

    Magari potessi dare uno schiaffo a tutti quelli che girano con la musica napoletana a tutto volume anche nelle ore notturne senza ritorsioni. Non comprerò MAI più un panino dai paninari di quella zona. Non confido assolutamente nella giustizia italiana, ma spero che i video facciano rendere conto a chi di dovere che avete sparato un pungo di minchiate e che vi puniscano come si deve. Non tollerate che vi diano dei mafiosi, ma vi comportate da tali e i video lo provano chiaramente. State in silenzio che fate più bella figura.

  6. Giuseppe

    Cristaldi almeno il suolo pubblico lo paga!!! In piazza eroi d’Ungheria l’illegalità è sovrana…sono tutti abusivi con tanto di tavolini al seguito…non esiste nessun tipo di controllo da parte dell’Amministrazione. Spostateli in luogo più consono e non in mezzo alle abitazioni!! Boicottiamo l’illegalità…

  7. Mario

    Via da Catania. La popolazione nordica ci schifa per colpa vostra! Non siete degni di stare in società! Le scuse che porgete sono false come sono false tutte le affermazioni da voi fatte.. Andate ad accamparvi in un’altra zona! Poveri residenti….

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