Sequestro

Catania, metro con cemento depotenziato? Bianco: “Lavori proseguiranno”

Tribunale Catania
28 gen 2015 - 19:42

CATANIA - Una richiesta di sequestro da parte dei pm per due tratte della metropolitana etnea che sarebbero state costruite con cemento impoverito. Le tratte sotto accusa sono quelle di Borgo – Nesima e Stesicoro – Giovanni XXIII.

La richiesta proviene dai pm Agata Santonocito e Antonino Fanara durante il processo, nella seconda sezione penale del tribunale di Catania, a 10 imputati per la realizzazione della linea metropolitana.

Secondo le accuse le gallerie rappresenterebbero un pericolo per via del cemento depotenziato e dovrebbero essere chiuse e messe in sicurezza.

Inizialmente i lavori erano stati realizzati dalla Sigenco di Santo Campione che poi è fallita e li sta proseguendo la Tecnis del gurppo Uniter. I pm temono che in caso di terremoto vi possano essere dei rischi ma i legali degli imputati si sono opposti dicendo che un eventuale sequestro rallenterebbe la consegna dei lavori.

Inoltre gli avvocati hanno rilevato che la perizia che indicherebbe il cemento depotenziato risale a quattro anni fa e che alcune opere sono state realizzate con procedimenti che garantirebbero la solidità.

Una decisione si avrà nella prossima udienza in tribunale il 24 febbraio, intanto il sindaco Enzo Bianco, in una nota, ha garantito sul futuro dei lavori.

“Ho ricevuto rassicurazione - afferma il sindaco – dal commissario della Circumetnea Virginio Di Giambattista che saranno attuati tutti gli interventi necessari per mettere in sicurezza i cantieri e consentire la prosecuzione dei lavori della metropolitana”.

“Ho subito chiamato il commissario della metropolitana - ha detto Bianco – perché un blocco dei cantieri rappresenterebbe un gravissimo danno per la città. Ho sollecitato che si intervenga al più presto e con il massimo dell’attenzione affinché il nodo sia sciolto in tempi molto brevi. Occorre evitare che il sistema dei trasporti di Catania e dell’intera area metropolitana abbia a patirne. Già da tempo con il commissario Di Giambattista, al quale esprimo il mio apprezzamento, avevamo avviato un monitoraggio costante dell’andamento dell’opera per far sì che potesse procedere con la massima velocità possibile”.

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Andrea Sessa



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