Ambiente

Catania, mare sempre più inquinato. De Pietro: “Il Comune chiude gli occhi”

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30 mag 2016 - 07:04

CATANIA - Epidemie gastrointestinali e grosse chiazze di sporcizia galleggianti sul mare in piena visuale di turisti e bagnanti non hanno ancora convinto l’amministrazione catanese a dare una svolta a questa gravissima vicenda.

Nonostante le denunce di Legambiente, Goletta Verde e del SEL, i cui membri l’anno scorso hanno rilasciato pesanti dichiarazioni in merito, si prevede un’altra stagione balneare all’insegna dell’inquinamento per i catanesi e, più in generale, per tutti i frequentatori del litorale orientale della Sicilia.

E da più di 65 anni è sempre la stessa tiritera: il 75 % delle abitazioni cittadine non sono servite dalla rete fognante ed il Comune di Catania lascia scorrere a mare gran parte dei liquami.

“Siamo punto e a capo. Come ogni anno il Comune chiude gli occhi e non si muove per migliorare la situazione - dichiara Renato De Pietro, presidente di Legambiente Catania -. Le strutture sono sempre le stesse: scarichi abusivi, mal funzionanti e mal dimensionati, che scaricano nel sottosuolo. L’unico cambiamento che si può riscontrare non è certo merito dell’amministrazione, ma semplicemente del naturale gioco delle correnti e dei mutamenti delle temperature che possono momentaneamente deviare l’accumulo di sostanze inquinanti”.

E così, ogni anno, assistiamo alla registrazione di valori di inquinamento che vanno ben oltre i limiti concessi dalla legge e le acque limpide che prima contraddistinguevano i nostri mari e li rendevano unici agli occhi dei turisti, lasciano il posto a concentrazioni troppo alte di batteri e di altre sostanze nocive.

“Le zone più a rischio – continua De Pietro - sono sicuramente le foci dei fiumi, in particolare Alcantara e Simeto, dove il refluo in uscita ha raggiunto valori di inquinamento eccessivi rispetto ai canoni imposti dalla legge e alla portata del bacino. Per non parlare della riserva naturale di Aci Trezza, dove scarichi non depurati e non a norma stanno rischiando di distruggere uno dei paesaggi più belli e suggestivi del litorale catanese. Si era parlato, poco tempo fa, di dirottare gli scarichi a Catania, ma dubito della fattibilità del progetto. Questi, infatti, andrebbero a confluire nel Simeto che, già in condizioni non proprio ideali, raggiungerebbe valori non compatibili alla sua portata”.

L’appello all’amministrazione comunale, a questo punto, è d’obbligo, affinchè apra gli occhi, riconosca e preservi il patrimonio unico e spettacolare che, tutti noi, abbiamo la fortuna di “avere”.

Clelia Mulà



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