Irregolarità

Catania, lotta al lavoro nero. I Carabinieri sospendono 4 attività: ammende per 200mila euro

carabinieri
20 mar 2015 - 12:16

CATANIA - Proseguono gli accertamenti dei carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro e del comando provinciale di Catania: nelle ultime due settimane hanno proseguito i servizi finalizzati al contrasto del fenomeno del lavoro nero in 6 cantieri edili e 6 attività commerciali.

Dai controlli a tappeto (avvenuti a Catania ma anche a Misterbianco, Aci Castello, Acireale, Mascalucia e Aci S. Antonio) sono emersi dati  preoccupanti che hanno portato a 9 denunce e sanzioni per circa 200mila euro.

A Catania In un cantiere edile, 3 lavoratori in nero su 3 presenti, in un supermercato, 5 lavoratori in nero su 7 presenti, in un negozio di alimentari, 2 lavoratori in nero su 2 presenti; – in un negozio di calzature, 2 lavoratori in nero su 2 presenti.

In altri due esercizi commerciali sono stati individuati altri 2 lavoratori in nero, ma non avendo superato la soglia del 20% del personale presente non è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale.

Per le quattro ditte sono scattate le sospensioni amministrative dell’attività imprenditoriale poiché occupavano complessivamente 12 dei 14 lavoratori “in nero”.

Purtroppo alcuni datori di lavoro proseguono nel rischiare a mantenere i lavoratori in nero, mentre a seguito dei controlli regolarizzano prontamente le posizioni delle maestranze, ottenendo quindi la revoca dei provvedimenti impeditivi all’esercizio delle attività con il pagamento di 1950 euro e della maxi sanzione di 4mila euro per singolo lavoratore.

Le 9 le denunce sono scattate per violazioni di vario genere. Il titolare di una ditta edile non ha ottemperato ad una precedente sospensione, a seguito dell’utilizzo di un lavoratore in nero o in un secondo caso, un altro imprenditore edile  ha impiegato tutto il personale in nero.

Per altre ditte edili, si sono riscontrate violazioni come Il non avere proceduto al fissaggio delle tavole nelle impalcature di ponteggi in cantieri attivi, la mancata formazione e informazione dei lavoratori, la mancata transennatura dei ponteggi sospesi, la mancata protezione dei ponteggi con parapetti e tavole fermapiedi.

Per le aziende commerciali, oltre all’impiego di personale in nero, si è evidenziato l’utilizzo illecito di videosorveglianza senza accordo sindacale e senza permesso della direzione territoriale del Lavoro.

Oltre alla denunce ed alla sospensione delle attività imprenditoriali i carabinieri hanno ottenuto i seguenti obiettivi: 45 posizioni lavorative controllate di cui 14 “in nero”; elevato sanzioni amministrative per 93mila euro, 24 ammende per 99mila e oltre 26mila euro di contributi INPS recuperati.

I carabinieri stanno lottando contro il lavoro nero e le azioni di contrasto devono essere associate a un volontà di lavoratori di denunciare i soprusi per avere la consapevolezza che ad ogni prestazione di lavoro deve coincidere un corrispettivo composto da: un contratto giusto, una retribuzione adeguata, i contributi versati, la dignità dei luoghi di lavoro rispettata.

Fuori da questi limiti prolifera la rassegnazione e l’illegalità, due fattori su cui il malaffare cresce e funge da humus per la criminalità organizzata.

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Redazione NewSicilia



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