Vertenza

Catania, lavoratori teatro Bellini: niente deroga per nuove assunzioni

27 set 2014 - 10:49

CATANIA - Arrivano pessime notizie per i lavoratori del teatro Massimo Bellini da parte della Regione. Ieri pomeriggio infatti, il vicepresidente del consiglio di amministrazione del Bellini Harald Bonaura e il deputato regionale Lino Leanza, hanno comunicato ai lavoratori, i quali si trovano sul tetto del teatro già da una settimana e in sciopero della fame da alcuni giorni, che la richiesta di deroga alla legge che blocca le nuove assunzioni, avanzata pochi giorni fa dal primo cittadino Enzo Bianco, è stata bocciata dai funzionari regionali.

Delusione da parte degli esponenti sindacali. Antonio Santonocito, segretario regionale Snalv, ha affermato: “Probabilmente un atto dovuto perché si limitano ad applicare le regole, ma che non ci piace per nulla. La nostra fiducia nel primo cittadino che si è intestato la causa rimane, ma non abbiamo ancora fatto gol come auspicavamo e quindi chiediamo un ulteriore impegno perché alla riunione fissata per lunedì si trovi una alternativa fattibile in tempi brevissimi”.

Il riferimento è alla riunione annunciata da Bonura e Leanza per il prossimo lunedì alla Regione. “Un tavolo tecnico permanente in cui, ci hanno promesso – aggiunge il segretario regionale Snalv – di darci risposte concrete”.

Santonocito, inoltre, chiede un impegno diretto anche del presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta. “Per la storia di legalità e lotta antimafia di Crocetta non può tirarsi indietro in una battaglia per un diritto acquisito di onesti lavoratori come questa”.

 “Anche attraverso la rivalutazione culturale - aggiunge – che può avvenire solo valorizzando le numerose e pregiate risorse che abbiamo come il teatro Massimo Bellini, si fa lotta alla mafia”.

Intanto prosegue il presidio sul tetto del teatro dei lavoratori, decisi ad andare avanti nella protesta finché non sarà trovata una soluzione. “Viviamo questa situazione da 20 anni e non possiamo permetterci di credere ancora solo a delle promesse”, afferma uno dei lavoratori, Salvo Agosta. “Siamo stati abbandonati da tutti, anche dai sindacati che avevano detto di essere dalla nostra parte e che avrebbero dovuto aiutarci prima del blocco delle assunzioni. Chiediamo l’affermazione di un diritto che abbiamo maturato, ma che non ci è concesso a causa della burocrazia”, conclude Agosta.

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Andrea Sessa



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