Evasione

Catania, la Guardia di Finanza scopre 2 milioni sottratti al fisco e sequestra beni per 1 milione

finanza tribunale ragusa
7 lug 2015 - 09:57

CATANIA - I finanzieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito un sequestro preventivo di beni, per un valore complessivo di circa 1,1 milioni di euro, nei confronti di Angelo Amato, un cinquantatreenne di Aci Sant’Antonio, titolare di una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di metalli ferrosi semilavorati, che aveva occultato al fisco ricavi per circa 2,2 milioni di euro.

La società è stata sottoposta a una verifica fiscale nei mesi scorsi condotta dai militari della tenenza di Acireale. Nel corso dell’ispezione è emerso che la società aveva presentato regolarmente le dichiarazioni dei redditi, ma riportando valori non congrui con l’attività esercitata.

Gli approfondimenti espletati, infatti, hanno fatto emergere nei fatti una situazione ben diversa, evidenziando come l’amministratore avesse sottratto al fisco circa 2,2 milioni di euro di ricavi, relativamente al triennio 2011-2013, evitando così il pagamento di imposte per circa 1,1 milioni di euro.

La ricostruzione del reale volume d’affari realizzato dalla società è stata possibile grazie all’esecuzione di una serie di controlli sulla documentazione contabile nonché sui bilanci presentati, che hanno consentito di svelare il meccanismo fraudolento dell’imprenditore.

Attraverso lo sviluppo dei dati acquisiti nel corso delle attività ispettive, è emerso, infatti, che il titolare aveva occultato l’effettivo profitto realizzato dalla società simulando contabilmente diversi finanziamenti non onerosi conferiti dai soci nei confronti della stessa azienda.

Alla luce delle risultanze emerse, inoltre, sia nei confronti del titolare della società oggetto del controllo che del suo consulente fiscale sono state applicate le sanzioni contemplate dalla normativa antiriciclaggio – per un ammontare complessivo di circa 315.000 euro – rispettivamente per la movimentazione di somme in contanti oltre le soglie previste e la mancata segnalazione di tali operazioni agli organi di vigilanza.

L’imprenditore è stato così denunciato alla Procura della Repubblica di Catania per il reato di dichiarazione infedele ed è stato emesso un decreto di sequestro preventivo di beni a garanzia dei crediti vantati dall’erario nei confronti dell’amministratore della società.

Le Fiamme Gialle, svolti gli opportuni accertamenti al fine di individuare il patrimonio mobiliare e immobiliare riconducibile all’indagato, hanno così sottoposto a sequestro oltre un milione di euro in titoli e obbligazioni e 50.000 euro di somme depositate su conti correnti, fino a concorrenza dell’imposta evasa.

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Redazione NewSicilia



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