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Catania, giunta annulla i provvedimenti del parcheggio Sanzio

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14 apr 2015 - 20:02

CATANIA - La giunta comunale di Catania, con un proprio atto d’indirizzo, ha disposto di annullare i provvedimenti con cui l’allora direttore dell’Ufficio speciale Tuccio D’Urso aveva consentito l’avvio dell’appalto per il parcheggio interrato di viale Sanzio e di trasmettere tutta la documentazione alla Procura della Repubblica di Catania, alla Procura generale della Corte dei Conti di Palermo e all’Agenzia nazionale anticorruzione.

Era stata proprio l’Anac di Raffaele Cantone ad avviare, il 23 febbraio del 2015, degli accertamenti sulla realizzazione del parcheggio a seguito di un esposto presentato dall’Associazione Argo contenente anche uno stralcio della sentenza di condanna di Raffaele Lombardo – ex vicesindaco di Catania, ex presidente della Provincia regionale etnea ed ex presidente della Regione siciliana – nel processo “Iblis”, in cui si sottolineava la contiguità di Lombardo con Mariano Incarbone, che controllava le società Icob e Coesi, capofila dell’Ati aggiudicataria dell’appalto per la realizzazione del Parcheggio Sanzio.

Nella sentenza il magistrato rimarcava l’interessamento di Raffaele Lombardo nella realizzazione dei parcheggi del Comune di Catania, l’intervento a favore di Incarbone e l’andamento anomalo dell’appalto stesso.

Secondo quanto scritto nella sentenza, infatti, l’iter amministrativo del Parcheggio Sanzio sarebbe “tutt’altro che chiaro” e avrebbe “seguito un percorso tutt’altro che ispirato ai criteri della trasparenza, della efficienza, della imparzialità e della economicità”.

Nell’atto di indirizzo della Giunta si sottolinea che, come sancito dal Dipartimento della Protezione civile nazionale anche in altre occasioni, gli atti del direttore dell’Ufficio speciale risultino illegittimi perché adottati con i poteri attribuiti al commissario delegato, ossia l’allora sindaco Umberto Scapagnini, e dunque non ulteriormente delegabili.

Riguardo agli altri rilievi di illegittimità, sempre nella sentenza Iblis viene sottolineato che non si comprende “come potesse conciliarsi la procedura prevista per la finanza di progetto con un contributo pubblico corrispondente a ben oltre la metà dell’importo complessivo di spesa presunto”.

Nel provvedimento della Giunta si ricorda infatti come il parcheggio comprendesse anche un centro commerciale e altre attività imprenditoriali, inconciliabili con un contributo pubblico che peraltro venne trasformato da Scapagnini da mutuo del Comune a contributo diretto all’impresa.

Ogni riferimento alle attività commerciali e al project financing venne fatto poi “scomparire” con un atto aggiuntivo con cui si modificava, senza sostituirla integralmente, la convenzione iniziale con l’Ati. Alla fine del 2009, quando Lombardo era governatore, la Regione assegnò alla società un contributo da quasi 16 milioni di euro. Per questo motivo oltre all’Anac, anche la Regione siciliana ha acquisito, nel febbraio scorso, documenti sulla vicenda nell’ambito di una propria indagine sull’accaduto.

Nel provvedimento della giunta si sottolinea tra l’altro come il parcheggio Sanzio danneggiasse sia il patrimonio del Comune di Catania - per l’eccessiva durata della concessione, sessant’anni, a fronte dell’assenza di canoni o altri benefici – sia l’ambiente, per la colata di cemento per la realizzazione del centro commerciale, sia la sua sicurezza, perché con la realizzazione dell’opera tutto il traffico in entrata e in uscita dalla città avrebbe dovuto passare per il parcheggio, creando un tappo pericolosissimo in caso di forzata evacuazione.

Con l’atto di indirizzo adottato, la giunta comunale non esclude nuove azioni per eliminare i provvedimenti adottati dal commissario straordinario Scapagnini con i poteri del Consiglio comunale e riguardanti direttamente o indirettamente la realizzazione del parcheggio Sanzio e ha dato mandato ai propri tecnici di appurare la presenza di eventuali altri vizi di legittimità. L’intenzione della Giunta è adesso quella di recuperare il finanziamento per realizzare nella stessa area un parcheggio sotterraneo destinando la parte in superficie a verde.

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Redazione NewSicilia



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