Sanità

Catania, farmaci per l’osteoporosi: denunciati quasi 1000 medici

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4 apr 2015 - 19:16

CATANIA – Record di prescrizioni di farmaci per la cura dell’osteoporosi. Sono 937 i medici di famiglia catanesi denunciati dalla Guardia di finanza che ipotizzano un danno erariale di 21.151.991,97 euro per la prescrizione di 188.024 confezioni – rimborsate dal Servizio sanitario nazionale – senza l’esecuzione di specifici esami diagnostici.

Un vero e proprio sisma sanitario etneo che ha visto consegnare decine di migliaia di pagine alla Procura etnea affidate al pubblico ministero Marco Bisogni  e la trasmissione di tutti gli atti, da parte della guardia di finanza, alla Corte dei Conti.

L’inchiesta – seguita e approfondita dal nuovo numero del mensile “S” in edicola da oggi – si basa sui criteri stabiliti dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che attraverso le “note” stabilisce quando è possibile prescrivere un farmaco. 

Qui, secondo quanto emerso dall’inchiesta, entrerebbe in gioco il ruolo dei medici catanesi ai quali l’Asp ha inviato richieste di rimborso per i farmaci prescritti che variano tra i 20 e i 30 mila euro solo per il 2010.

Sulla vicenda abbiamo contattato Massimo Buscema presidente dell’ordine dei medici di Catania che ha così commentato: 

Io penso che i dati che sono stati forniti non siano accuratamente incrociati con quello che richiede la nota AIFA 79 che dà la possibilità ai medici di prescrivere i farmaci per l’osteoporosi in presenza di un esame strumentale come la MOC, di una radiografia e in presenza di fratture preesistenti. Hanno incrociato i dati solamente con l’esame strumentale Moc per cui incrociandoli solo con una delle tre, quattro possibilità che dà la nota Aifa è venuto fuori che tutti i medici, 937 su poco più di 1000, sono prescrittori inappropriati. È forte il sospetto che sia un falso”.

E inoltre Buscema punta il dito su un altro aspetto della questione: “Tutto parte da una segnalazione regionale che vede un’eccessiva prescrizione di farmaci ma la prima provincia ad essere indicata in ordine è Messina, la seconda è Palermo e la terza è Catania. Nulla succede per le prime due ma tutto si sposta e si concentra sul capoluogo etneo e nessuno fa indagini sulle altre province. Anche questo è strano. È un qualcosa di troppo nebuloso, con troppa frettolosità si è dato addosso ai medici di famiglia. Quindi quello che si cercherà di fare è di verificare se i dati corrispondono a verità e questo deve essere fatto da un’appropriata Commissione che vada a verificare la procedura che è stata adottata. Bisogna fare luce sulla vicenda perché io credo che questa responsabilità i medici molto probabilmente non ce l’abbiano“.

Anche Pietro Aiello, responsabile sanità del Pd, è intervenuto difendendo l’operato dei medici e si è detto preoccupato per i 60 mila cittadini della provincia di Catania che probabilmente non otterranno più la prescrizione di farmaci importanti per la loro salute da parte di medici di famiglia disorientati e spaventati dalle vicende in questione.

Nel frattempo è alta la tensione tra medici e Asp. La segreteria generale della Cisl medici di Catania guidata da Gaetano Coci, ha consegnato al mensile “S” un documento che appare smontare il teorema investigativo della guardia di finanza.

Nelle prossime settimane potrebbe conoscersi l’esito delle indagini preliminari.

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Daniela Torrisi



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